Dries Van Noten primavera-estate 2021

Cos’è necessario per superare questo momento di difficoltà? Sicuramente, un po’ di energia! Quella che non manca nella presentazione digitale di Dries Van Noten per la primavera-estate 2021. Dopo il teaser del menswear svelato a luglio in cui un ragazzo sembrava suonare una batteria immaginaria, anticipando le novità, lo stilista belga decide, dopo 34 anni di carriera durante i quali non ha mai realizzato una campagna pubblicitaria, di sperimentare nuove forme creative. Si affida, dunque, a Viviane Sassen per scattare il lookbook, principalmente, su una spiaggia di Rotterdam e girare il video in uno studio di Amsterdam che mostra solo una selezione delle proposte. E se il colore rappresenta un elemento che caratterizza l’estetica del marchio, non è difficile immaginare un collegamento con l’immaginario dell’artista neozelandese Len Lye, pioniere della tecnica della pittura diretta su pellicola e anticipatore, grazie a una serie di progetti visionari filmati tra il 1920 e il 1940, della corrente psichedelica. Tra essi, nel cortometraggio, figurano Color Cry (1952), A colour box (1934), Colour fight (1938) e Trade tattoo (1937). Con la Len Lye Foundation, peraltro, sono state sviluppate le stampe che percorrono la collezione co-ed, soli, tramonti, lune e palme, che sfuma sempre di più la separazione tra guardaroba maschile e femminile. Nell’ottica anche di un processo di razionalizzazione (e, magari, di riduzione dei costi). In scena, allora, un mix tra couture e workwear con spolverini dall’effetto metallico, parka over di cotone rovesciati, leggermente imbottiti e pieni di cut-out, completi in principe di Galles formati da giacca ampia doppiopetto e shorts, gilet fatti di anelli come le collane, camicie con smerlature sugli orli, canotte e costumi di maglia, gonne a rete, bermuda a vita alta stretti da una cintura coordinata, abiti di organza arcobaleno con dettagli plissé e maniche a palloncino. L’unica scritta è You, un suggerimento, probabilmente, a superare l’era Me. Ottimismo e positività immaginando, come si legge, “una gioia capace di costruire un momento perfetto”. Semplice utopia? Almeno, rimane una più concreta riflessione sull’immagine che dimostra che, se e quando si vuole, anche i limiti (o le limitazioni) possono essere sempre superati.

Daniele S.

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