Marine Serre primavera-estate 2021

Solo adattandosi si riuscirà a sopravvivere? Marine Serre conferma la sua visione distopica scegliendo, per presentare la primavera-estate 2021, il format digitale con Amor Fati realizzato in collaborazione con i registi Sacha Barbin e Ryan Doubiago. L’invito è sempre quello di promuovere un guardaroba co-ed etico per tendere verso un’economia circolare. Esattamente come ciclica è la narrazione del corto un po’ fantascientifico dove due figure camaleontiche, Sevdaliza e Juliet Merie, attraversano esistenze parallele e, ogni volta, si trasformano a seconda dei mutevoli scenari. Soprattutto, con quello che si sceglie consapevolmente d’indossare. Gli abiti devono, allora, essere necessariamente funzionali e, perché no, contribuire a proteggere in un momento di eccezionale incertezza come quello attuale. Ma, contemporaneamente, rappresentare uno strumento di riflessione poiché niente come l’emergenza sanitaria in corso costituisce un’occasione per mettere in discussione le scelte del passato. Quale sarà, però, il futuro? La stilista è, forse, una delle figure più brillanti in circolazione in grado di interpretare il cambiamento. Prosegue, quindi, la sua sperimentazione creativa nei suoi abiti techno-couture che alternano impermeabili, giacche dal taglio sartoriale con pannelli, pantaloni multitasche, ciclisti, gonne e tute aderenti in tessuto jacquard a losanghe pieno di mezze lune, logo dell’etichetta, nylon biodegradabile e denim rigenerato, rieditato grazie a un’incisione al laser che ricorda le scaglie di un pesce, presente anche sul jersey riciclato come il moiré. Ma la sostenibilità è ancora più evidente nei pezzi unici realizzati con tappeti ricondizionati come la visiera a scudo. Degne di nota nella loro originalità, le imbracature ispirate ai completi da arrampicata che diventano crinoline per delimitare lo spazio interpersonale. A contrasto con gl’abbracci, al momento, proibiti. Non mancano, infine, gli accessori tra cui spicca la co-lab con Jimmy Choo, il marchio di calzature che fa capo a Capri Holdings. Emblematica, probabilmente, della necessità di un rinnovamento del concetto di lusso. Se la moda deve riflettere l’evoluzione sociale, solo con una riformulazione dei valori culturali è possibile immaginare un’alternativa. Ma è una sfida che richiede parecchio coraggio.

Daniele S.

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