Tod’s primavera-estate 2021

Un nuovo lifestyle si profila all’orizzonte? Verrebbe da pensarlo vedendo il video di Tod’s che, dopo quello per la pre-spring 2021, presenta digitalmente “The song” per la primavera-estate 2021 ambientato all’interno di Villa Necchi Campiglio, luogo caro all’etichetta ammiraglia del gruppo omonimo di Diego Della Valle, che è stata svuotata e riempita non solo di capi, ma soprattutto, di emozionalità. Una naturale continuazione della visione di Walter Chiapponi, alla guida della T Factory, che, in questa occasione, punta a rappresentare l’eccellenza del savoir faire italiano, tra artigianalità e tecnologia, tradizione e sperimentazione, inserendola, però, in un’atmosfera più rilassata. Ancora gli anni ’70 con la sua voglia di ribellione nonchalante su proposte in cui maschile e femminile sembrano confondersi spontaneamente. In scena, nelle sale, per lei sahariane in suède lavato, strette in vita da una fusciacca, blouson di nylon dall’aspetto denim, piumini leggeri che sembrano kimono, spolverini in canvas, giacche traforate, dolcevita di filo, camicie lunghe tagliate a vivo, pantaloni di pelle con la coulisse e abiti di seta profilati di ruche mentre per lui field jacket con zip e tasconi di cui uno applicato a contrasto con monogramma impresso, completi di lino, polo di maglia, jeans dai volumi morbidi e bermuda di cotone apparentemente used. Un’altra volta, ritorna la T-Timeless, il logo riscoperto dall’archivio, su cinture classiche e borse come la Oboe Bag, riproposta in diverse variazioni materiche e cromatiche. Immancabili, infine, mocassini squaw o effetto cavallino, sneakers rétro piatte o in tela che si allacciano come ballerine e sandali con il fondo gommino allacciati sulla caviglia, con la zeppa o sollevati su tacchi a clessidra in plexiglass. Un guardaroba casual e sofisticato costruito a partire dai capispalla, vero protagonista della stagione. Questa rivisitazione informale del classico costituirà un’innovazione creativa sufficiente per un consumatore in cerca di sicurezze? Se si spera che si possa giungere presto a una normalizzazione dei mercati, al momento, il marchio deve interfacciarsi con entrate che, nei sei mesi, non sono riuscite a superare i 124,5 milioni di euro, -46,1%.

Daniele S.

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