Prada primavera-estate 2021

Quando il confronto diventa costruttivo? Probabilmente, se un cambiamento di prospettiva contribuisce a stimolare la formulazione interattiva di nuove idee. Prada-ness: la definizione del percorso che segna l’inizio della co-direzione creativa di Miuccia Prada e Raf Simons, annunciata lo scorso febbraio e, adesso, al suo debutto digitale con la primavera-estate 2021 di Prada. È la prima volta, infatti, dal 1988, anno in cui disegnò a 39 anni la prima collezione donna, che la stilista non condivideva la scena con qualcuno. In questa esplorazione, è necessario partire dalla semplicità dell’essenziale, ritrovato già con l’uomo, da contestualizzare strettamente sulla complessità della contemporaneità, spesso difficilmente decodificabile, in un dialogo cerebrale tra donna e tecnologia. Consentito anche dalle riprese che, fortunatamente, sono riuscite a restituire molti dettagli, in passerella nello spazio creato da AMO pieno di monitor e telecamere, dei parka wrap accessoriati da pratiche tasche in re-nylon industriale come le tuniche smanicate, le camicie e i pantaloni dritti coordinati che si arricchiscono di fiori stampati o drappeggiati, ma anche delle maglie di lana piene di pois che diventano dévoré per giocare con le sovrapposizioni e delle felpe con il cappuccio dall’animo sporty da indossare su gonne ampie a pieghe strette da una cintura tecnica. Talvolta, infine, percorsi dalle grafiche iconiche del marchio milanese, riprese dalla primavera-estate 1996, o dalle scritte di Peter de Potter, collaboratore del designer belga. Praticamente, l’immagine di Miuccia Prada filtrata attraverso lo sguardo di Raf Simons. L’ispirazione che diventa concetto animato da un lessico comune che fonde pragmaticamente, sebbene non sempre armonicamente, le due estetiche senza stravolgerle. Un’uniforme che, lungi dal fornire solo un senso di appartenenza, diventa espressione personale e atemporale. L’identità, d’altra parte, si ritrova nell’onnipresenza del logo triangolare, sull’abbigliamento, sulle scarpe a punta a contrasto, sulle borse che sembrano degli zaini e sugli orecchini. In conclusione, qual è il ruolo della moda oggi? Risponde significativamente Miuccia Prada nella seconda parte del video dedicata al talk “Se potessi fare una domanda a Miuccia Prada e Raf Simons sul loro primo show, cosa chiederesti?” che l’ha sempre immaginata come una reazione alla società: creare qualcosa di utile! Che, poi, sia rivoluzionario non è più così rilevante se possiede, tuttavia, un significato. Al massimo, che possa evolvere. Cinicamente, già volerlo sarebbe qualcosa.

Daniele S.

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