Balmain haute couture autunno-inverno 2020-2021

Come proiettare la haute couture nel futuro? Secondo Olivier Rousteing, direttore creativo di Balmain, portandola sulla Senna a bordo di una chiatta specchiata denominata Sans souci dove accosta commemorativamente i suoi modelli a quelli d’archivio di Pierre Balmain, che ha fondato la maison nel 1945 e, quest’anno, festeggia il 75esimo anniversario, nonché dei successivi stilisti, tra cui Erik Mortensen e Oscar de la Renta, che si sono avvicendati al timone. E nessuno come il couturier francese può incarnare lo spirito di ottimismo e rinascita che percorre tutte le collezioni presentate attraverso format digitali. “Balmain sur Seine” è, infatti, l’unico evento fisico o, meglio, phygital essendo visibile anche su TikTok, l’applicazione che, più di ogni altra, sta appassionando i giovani con i suoi brevi video musicali. Poteva mancare, quindi, una performance dal vivo, quelle che, recentemente hanno trasformato le sue sfilate in veri e propri show? Questa volta, ha puntato su Yseult e su un gruppo di ballerini, guidati da Jean-Charles Jousni, già coreografo dell’ultima passerella maschile dell’etichetta. Ritorna, d’altra parte, la silhouette Jolie Madame, ovviamente riattualizzata, che rappresenta un manifesto di libertà e femminilità. Tra le novità, si fa per dire, spiccano, invece, giacche con revers a contrasto, camicie con le ruche, pantaloni risvoltati, maxi cinture a catena e occhiali dalla montatura rettangolare. Un omaggio a Parigi, la città delle luci, ma anche dell’inclusione. Nonostante la ricerca di nuove frontiere (e nuove piattaforme!) imposta dalle restrizioni della pandemia, niente come la haute couture rimarrà depositaria di valori eterni.

Daniele S.

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