Christian Dior haute couture autunno-inverno 2020-2021

Il sogno può rappresentare un modo per esorcizzare l’incertezza del futuro? Maria Grazia Chiuri per presentare virtualmente e poeticamente la haute couture autunno-inverno 2020-2021 di Christian Dior si affida a Matteo Garrone per la realizzazione del racconto onirico “Le Mythe Dior”, un cortometraggio girato a Roma tra i Giardini di Ninfa, il Bosco del Sasseto e l’antico cappellificio Pieroni. Un mondo mitologico e incantato, magico e misterioso, popolato da ninfe, sirene, statue e fauni, catturati dalla bellezza delle proposte riprodotte su manichini in miniatura dalle petites mains dell’atelier e trasportate all’interno di un baule che richiama l’edificio della sede storica di avenue Montaigne. Lo spunto è quello del Théâtre de la Mode, una mostra itinerante che ha debuttato nel marzo 1945 al Musée des Arts Décoratifs al Louvre, ideata da Robert Ricci, figlio di Nina Ricci, per promuovere, considerando la scarsità di tessuti nel dopoguerra, le collezioni delle maggiori maison francesi alla quale aderirono, tra gli altri, Balenciaga, Carven, Hermès, Jacques Fath, Jean Patou, Lanvin, Madame Grès, Paquin e Schiaparelli. Uno strumento prezioso che consentirà, anche adesso, di portare le 37 creazioni alle clienti worldwide. In quest’occasione, spiccano abiti lunghi arricchiti dai complicati drappeggi, presenti anche nella nuova versione della giacca Bar, dai bagliori delle pietre preziose nei top gioiello o dagli effetti see-through che emergono attraverso piume leggere e fiori di pizzo nelle gonne ampie coperti da cappotti in tweed o con dettagli patchwork e mantelli costruiti su stratificazioni di plissé. Un ritorno alle origini della tradizione e della femminilità che trova ispirazione dai lavori di Lee Miller, Leonora Carrington, Dora Maar, Jacqueline Lamba e Dorothea Tanning, artiste esse stesse, capaci si superare il loro ruolo di muse. Non sono più importanti solamente i capi, ma la storia che sono in grado di evocare? Un po’ come fanno le etichette che sopravvivono al tempo e perpetuano nella contemporaneità il loro immaginario anche attraverso la nuova boutique di quasi 1000 metri quadrati sviluppati su cinque piani, appena inaugurata in rue Saint-Honoré, firmata ancora da Peter Marino (lo spazio ai numeri 384-386 della stessa arteria parigina passerà a Loewe). E se la prossima prova dell’architetto americano sarà la terza ristrutturazione di quella in avenue Montaigne, la cui apertura è attesa per la fine del 2021, il prossimo appuntamento della griffe del colosso del lusso LVMH sarà quello dedicato alla resort 2021, in scena il prossimo 22 luglio in piazza del Duomo a Lecce. Senza pubblico per rispettare le norme sanitarie vigenti.

Daniele S.

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