Hermès primavera-estate 2021

Quale futuro riesce a immaginare la moda? Se, prima, per disegnare i contorni della primavera-estate 2021 sarebbe stato sufficiente ricorrere alla fantasia in modo da prevedere, senza particolare fatica, i cambiamenti che sarebbero potuti intercorrere nell’arco di una stagione, magari introducendo anche qualche elemento innovativo, adesso, le variabili che regolano il mondo sconvolto da una pandemia che non sembra attenuarsi sono diventate tanto numerose quanto difficilmente interpretabili. A iniziare dagli effetti sui consumi, obiettivo finale della creatività degli stilisti. Ma come veicolarla? Dopo il tentativo di Virginie Viard, lo scorso mese, per la resort 2021 di Chanel, questa volta, il compito di scegliere un format opportuno spetta a Véronique Nichanian, direttore creativo del menswear di Hermès, presentato presso Les Ateliers Hermès a Pantin alla vigilia dell’esordio digitale della haute couture e in anticipo rispetto alle edizioni dedicate all’uomo di Parigi e Milano. “Hors-champ”: la performance, ideata con la collaborazione artistica di Cyril Teste, sfuma il confine tra backstage e passerella come a indicare che, probabilmente, in mancanza della seconda, almeno nella forma canonica, sarà il primo a dover prendere la scena, perfettamente in grado di rappresentare la disinvoltura con la quale, come di consueto, viene rivisitato il casual lussuoso della griffe francese caratterizzato da un design semplice e rigoroso adattabile a un’attitudine dégagé e senza tempo. L’approccio multidisciplinare dell’artista il cui occhio guida lo spettatore riprende la multiformità di un guardaroba ridotto per le minori capacità di produzione, composto solo da 18 look invece dei soliti 40, dove spiccano blouson che rubano le destrutturazioni e i tessuti a righe dalle giacche che diventano leggere ed elastiche come le camicie che, circolarmente, si zippano e diventano morbide nei volumi per trasformarsi nuovamente in blouson. Forme morbide contaminano, invece, la preziosa maglieria smanicata con strisce di cuoio e i pantaloni dal taglio classico con coulisse in vita. Non mancano gli accessori, tra cui ritorna la Cargo Birkin in canvas e pelle. La palette neutra è illuminata dagli accenti fluo delle cinture con l’iconica H o degli interni dei capi ordinatamente sovrapposti. Cosa bisogna aspettarsi per i prossimi mesi? Meglio essere ottimisti o pessimisti? In uno scenario altamente mutevole come quello attuale, al momento, una collezione come questa rappresenta, indubbiamente, una certezza.

Daniele S.

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