Miu Miu autunno-inverno 2020-2021

La seduzione dev’essere rinnovata? Concettualmente o intenzionalmente? Sembrerebbe riassumendo un fashion month, come sempre, aperto a New York e chiuso a Parigi. Miuccia Prada, dopo la sfilata, a Milano, del marchio che porta il suo cognome, torna a riflettere sui valori simbolici della femminilità per l’autunno-inverno 2020-2021 di Miu Miu, in passerella al Palais d’Iéna, questa volta, con un allestimento déco dello studio AMO su cui spicca la fantasia riportata sull’invito (purtroppo, non è stata usata per nessuna delle proposte!). “Il fascino è una dote personale”, si legge nelle note, quello che, attraverso il glamour, consente di giocare, a tratti infantilmente, con la quotidianità fino a conferirle un’eleganza sovversiva. O, almeno, di sognare, con quella leggerezza, tipica della griffe, che può portare a interfacciarsi con la bruttezza. I cappotti avvolgenti in lana, allora, di tutte le lunghezze, talvolta, bordati di pelliccia ecologica e stretti in vita da cinture proteggono, o così pare, cardigan con bottoni gioiello, indossati anche come sciarpe, tutine in maglia, tubini oversize, abiti in seta stropicciata dalle scollature vertiginose, presenti ancora in quelli in drill di cotone chiuse da fiocchi, in tulle trasparente decorato di cristalli chandelier, in taffeta con maniche a sbuffo, corpetti illuminati di fiori ricamati con cascate di strass e gonne a palloncino, in tartan con grandi spacchi incorniciati da una rete di cabochon e perle, in velluto dalla stampa animalier o in pelle con, a contrasto, i colletti da educanda impreziosita da broches e polsini in pietre scintillanti. Da segnalare, nuovamente in questa occasione, la presenza, seppur poco riconoscibile, di Rita Ora in scena con un lungo cappotto blu navy dal taglio militare con colletto e alamari rossi. Immancabili gli accessori, tra sandali con incrostazioni di strass, anfibi con le borchie appuntite e ballerine furry da portare su calzini in lana leggera e pochette con guantino coordinato. La predominanza insolita dell’eveningwear sul daywear è, probabilmente, solo il tentativo della stilista di abbandonare ogni formalità provando a scompaginare una necessaria correlazione funzionale dei capi. Niente di più adatto, come si è visto, a un’epoca in cui, con l’abolizione del concetto di tendenza, non rimane alcuna certezza. La bellezza salverà il mondo? Potrebbe essere davvero l’ultima speranza!

Daniele S.

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