MSGM autunno-inverno 2020-2021

Le sfilate si trasformano in storie a puntate? O in un film? Secondo capitolo della collaborazione tra Massimo Giorgetti e Dario Argento per l’autunno-inverno 2020-2021 di MSGM che, dopo il primo con il menswear, viene riproposta anche per il womenswear attraverso un fashion show denominato “Notte”. L’iconico e insuperato regista del cinema horror italiano e mondiale, infatti, è il più indicato a raccontare il mistero della donna moderna che, nella sua poliedricità, non più disposta a nascondere neanche i suoi lati più oscuri. Del resto, la paura è un vettore di consapevolezza. Una strega? Magari, solamente un’apprendista che si diverte a fuggire dalla realtà ordinaria per esplorare universi paralleli, a tratti inspiegabili, ma dal forte potere evocativo. L’influenza di Dario Argento, in quest’occasione, è ancora più evidente, dalla scelta dei colori a quella delle stampe che richiamano, nuovamente, le locandine delle sue pellicole più famose, tra cui Il gatto a nove code del 1971, Profondo Rosso del 1975 e Suspiria del 1977, anche mescolate, su top e gonne, gli occhi atterriti di Jennifer Connelly in Phenomena del 1985 sulle bluse o la trasposizione di Villa Scott, un esempio di liberty italiano, con le sue logge, bovindi, vetrate e decorazioni floreali, sulla collina di Torino, nel quartiere di Borgo Po, realizzato nel 1902 su progetto dell’ingegner Pietro Fenoglio, che non è altro che la villa del bambino urlante sempre di Profondo Rosso diventata un toile de jouy su abiti in georgette e jeans. D’altra parte, si trovano cappotti spigati in lana, cardigan in maglia lavorati a trecce dall’effetto stinto, abiti in pizzo o spalmati di paillette, camicie con ruche o a pois il cui prolungamento diventa una sciarpa da annodare al collo, denim sovratinti e pantaloni in pelle laminata. Tra gli accessori, stole in pelliccia eco multicolor, Mary Jane dalla punta squadrata con platform e diversi cinturini da portare con calzini da collegiale, sandali due occhi metallizzati a punta che diventano stivali, borse a mano con manico a maxi catena e guanti che sembrano insanguinati. La moda come fenomeno culturale? O, semplicemente, come veicolo di evasione per chi è sempre alla ricerca di emozioni? Sicuramente, una collezione facilmente accessibile. Sarà in grado, tuttavia, di regalare un brivido a chi sceglierà d’indossarla?

Daniele S.

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