Tod’s autunno-inverno 2020-2021

È ancora possibile valorizzare la tradizione artigianale italiana? Tod’s, l’etichetta ammiraglia del gruppo omonimo di Diego Della Valle, da sempre, si fa portavoce nel mondo dell’Italian lifestyle che, naturalmente, è il punto di partenza di Walter Chiapponi, da qualche mese alla direzione creativa di tutte le linee e che ha debuttato a gennaio con quella per l’uomo. L’autunno-inverno 2020-2021 per la donna, invece, segna una discontinuità a iniziare dalla location che abbandona il PAC-Padiglione di Arte Contemporanea di via Palestro e, per la prima volta dal settembre 2013, quando ha iniziato a sfilare, l’ex head designer di Bottega Veneta nell’era di Tomas Maier e con un passato anche nell’ufficio stile di Miu Miu e Gucci, sceglie gli spazi di Area 56 di via Savona. Non mancano gl’irrinunciabili classici di cui si riappropria, ma che vengono irriverentemente reinterpretati, in questa occasione, per combinare, secondo un’attitudine contemporanea, eleganza borghese maschile e sensualità ribelle femminile: una spiccata attenzione ai dettagli coinvolge montgomery e biker jacket in flanella di cashmere, trench sostenibilmente costruiti con patchwork dégradé di scarti delle calzature, blazer un po’ oversize, bluse con il fiocco annodato posteriormente e bustier in morbida pelle, pantaloni morbidi in velluto, gonne a ruota al ginocchio o mini con la coulisse che lasciano scoperte le gambe fasciate in collant coloratissimi, mocassini iconici che s’innalzano su tacchi squadrati o stiletto e sneakers rétro piatte. Se il cappotto diventa più casual riempiendosi di ricami floreali luminescenti, al contrario, il piumino diventa più elegante come quello lavorato a maxi rombi trapuntati, già svelato, in anteprima, sul profilo Instagram dello stilista insieme alla borsa a tracolla coordinata con la T-Timeless, il nuovo logo riscoperto dall’archivio. Dallo studio dei codici del brand emerge, quindi, una collezione dall’animo sporty, con l’obiettivo, però, di sviluppare un’identità nuova focalizzata su un prodotto speciale e desiderabile che rimanga, comunque, senza tempo, almeno nelle intenzioni. Una prova che lascia sperare in un’inversione di tendenza: nel 2019, infatti, Tod’s è sceso a 461,8 milioni di ricavi, -7,4%. Magari, inseguendo la crescita di Roger Vivier che raggiunge a 200,6 milioni, +15,6%, guidato da Gherardo Felloni proveniente, anche lui, dal gruppo Prada.

Daniele S.

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