Valentino haute couture primavera-estate 2020

Unicità o diversità? Pierpaolo Piccioli per la haute couture primavera-estate 2020 di Valentino, che ha sfilato all’interno del Hôtel Salomon de Rothschild, parte da un punto di vista differente, almeno, rispetto al consueto: la collezione è il tema che diventa la grammatica con cui costruire il discorso. Nessun racconto e nessun messaggio, alla maniera dei couturier del passato, preoccupati istintivamente di trasformare il vestito in un sogno che, in quanto espressione dell’inconscio, come affermava Carl Gustav Jung, è sinonimo di libertà, essenza più autentica del creare. Si torna, dunque, al glamour lussuoso e immaginifico di Valentino Garavani, che ha reso celebre nel mondo la maison romana, recuperando tutti gli stilemi storicamente riconoscibili e inserendoli sia sui capi che sugli accessori: il rosso, i pois, i volant, i fiocchi senza dimenticare le silhouette vicine al corpo che segnano una netta discontinuità con le collezioni precedenti. Ma, attraverso la stratificazione, questa volta, ha deciso di dare rilievo anche alla parte meno visibile del processo: si pensi al corsetto che spicca sotto un soprabito di gabardine satin e abbinato con una gonna a tubo in crêpe di seta e una cintura baschina o la canotta sotto una giacca maschile in lurex con una gonna in lana tecnica crêpe de Chine tagliata come se fossero pantaloni. Inoltre, indimenticabili sono, tra gli altri, anche il top in voile di cotone decorato con fiori a griglia che, da lontano, sembrano pois, indossato sopra una gonna a ruota in ecopelle (una scoperta!) lavorata a strisce e a fiocchi dégradé, l’abito a colonna in faille di lana dalle spalle appuntite chiuso posteriormente con bottoni gioiello, sottoveste in raso intarsiato che scopre sensualmente il corpo o quello rosso, dotato di tasche, con rouche in taffeta plissé sui lati e un pannello che scende dalle spalle. Ai piedi, sandali in raso dai colori coordinati. Chiaramente in evidenza la maestria artigianale dell’atelier di piazza Mignanelli dato che, come sempre, ognuno porta i nomi di chi ha contribuito a crearlo. Un esercizio di stile che unisce bellezza ed emozione per un’individualità inclusiva. La fantasia, senza costrizione alcuna, si concretizza lasciando, nonostante tutto, una riflessione: la moda, soprattutto nella sua forma più elevata, per continuare a essere rilevante dev’essere moderna. L’unicità della diversità.

Daniele S.

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