Hermès autunno-inverno 2020-2021

La moda è cultura? Sicuramente, per quelle maison storiche che continuano a perpetuare, instancabilmente, il proprio savoir faire e che lo rendono, conseguentemente, un patrimonio nazionale da salvaguardare. Come Hermès che, non a caso, sceglie nuovamente di sfilare all’interno di Le Moblier National, luogo dove il Ministero della Cultura costruisce e conserva gli arredi dei propri palazzi istituzionali: si pensi, per citarne uno, alla scrivania di François Mitterand all’Eliseo. Una testimonianza delle competenze francesi, uniche al mondo, apparentemente minata dalla politica dei tagli del governo, almeno, stando ai cori di protesta, una delle numerose al momento a Parigi, che risuonavano dall’esterno. Per Véronique Nichanian, direttore creativo del menswear dal 1988 quando era stata nominata da Jean-Louis Dumas (esempio molto raro poiché, adesso, la durata media in carica si attesta tra 3 e 5 anni), l’architettura razionalista di Auguste Perret dell’edificio aggiunto nel 1937 alla Manufacture des Gobelins è lo scenario ideale per la semplicità sofisticata e raffinata proposta per l’autunno-inverno 2020-2021, fatta di linee e curve che disegnano la funzionalità di volumi ampi e comodi. In passerella, diventano, infatti, motivo geometrico che percorre sotto forma di piping i bomber di preziosissima pelle foderati in montone o di grafica, alcune delle quali ricordano dei fiori stilizzati, la maglieria in cashmere chiusa asimmetricamente da una zip o le camicie che, quando non hanno il colletto da annodare, presentano forme a cratere. Degni di nota, d’altra parte, i completi in flanella formati da giacche doppiate da un lato, elemento comune anche ai cappotti, da abbinare pantaloni stretti sul fondo che scoprono gli stivali dalla suola alta e vulcanizzata in gomma. Accenti metallici illuminano i parka, mentre quelli cromatici gl’inserti a contrasto o i patch colorati che stemperano la neutralità dei cardigan morbidi. Ricercatissime anche le immancabili borse, di tutte le grandezze, iconiche della griffe rieditate in panno che richiamano, però, quelle dell’autunno-inverno 2018-2019. Una tradizione della qualità che, comunque, risulterà sempre attuale per abiti destinati a durare a lungo. Perché il classico, dopo tutto, non è altro che la migliore rappresentazione della modernità. Almeno, come elevazione onirica da un presente problematico.

Daniele S.

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