Dior Homme autunno-inverno 2020-2021

Anche l’uomo è affascinato dalle atmosfere rarefatte della couture? Solo se riletta in modo moderno. È quello che fa Kim Jones per l’autunno-inverno 2020-2021 di Dior Homme, decidendo di omaggiare Judy Blame, icona inglese del punk, scomparso nel 2018 a 58 anni. Ma il punto di partenza sono i codici della maison di avenue Montaigne, in particolare, l’eleganza lussuosa della haute couture di Marc Bohan (tra l’altro, dal 1958 al 1960, a capo della London Line di Dior destinata al mercato britannico). In scena all’interno di uno spazio costruito a place de la Concorde con una passerella che, divisa da strutture di plexiglass inondate di fumo colorato, somiglia a un corridoio, proposte ricercate che alternano ampi capispalla sartoriali in seta moiré usata anche su pantaloni, talvolta, arricchiti da un tascone, fermati alla caviglia, blouson ergonomicamente zippati e foderati di pelliccia, maglioni sdruciti e camicie che si allungano sotto al ginocchio sulle quali vengono riprese motivi cashmere d’archivio amati da Bohan e una rielaborazione della Dior Gazette di John Galliano che sembra essergli stata suggerita in una conversazione proprio con Blame. Non è, d’altra parte, il solo rimando: l’anticonformismo del designer di gioielli che assemblava a mano decontestualizzando materiali di recupero con un animo sorprendentemente poetico torna in quelli disegnati, adesso, da Yoon Ahn: spille da balia (che perforano anche il logo), medaglie, bottoni, chiavi, lucchetti, catene che decorano i revers delle giacche, si attaccano alle cinture, illuminano i foulard, diventano collane o orecchini o si trasformano in charms da attaccare sui baschi creati da Stephen Jones. E ancora in quegl’immancabili guanti fino sopra al gomito, tra maschile e femminile, di cui sono da segnalare quelli Dior Oblique incrostati di perline, presenti ovunque nonché nella toile de jouy che tappezzava la prima boutique di Monsieur Dior che diventa la toile de Judy studiata in collaborazione con la Fondazione Judy Blame. In chiusura, un cappotto ricamato con piccoli frammenti di cristallo diamantato che ha richiesto 900 ore di lavorazione. Una collezione, contrariamente alla pre-fall 2020 di Miami, per un uomo che, pur nella praticità, non vuole rinunciare all’eccentricità. Perché le scelte individuali devono essere sempre di più il riflesso della personalità e sempre meno della società.

Daniele S.

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