Berluti autunno-inverno 2020-2021

Tradizione o modernità? Tra questi due opposti, dalla sua nomina nel 2018, Kris Van Assche ha cercato di costruire la nuova estetica di Berluti, marchio famoso per le calzature, fondato nel 1895, attualmente di proprietà di LVMH che l’ha acquisito nel 1993, ampliandolo, dapprima, con la pelletteria nel 2005 e, poi, con l’abbigliamento nel 2011. E se, da subito, le tecniche degli accessori sono state trasferite agli abiti per formare un’unica immagine stilistica, lo stesso fa con l’autunno-inverno 2020-2021 in passerella all’interno dell’Opéra Garnier. Da una parte, riprende il patina suit, questa volta in pelle, che utilizza un’adattata lavorazione patina per trattare il colore, formato da giacche dalle spalle strutturate e pantaloni stretti da una coulisse coordinati cromaticamente e matericamente a dolcevita e camicie, senza dimenticare, naturalmente, le scarpe dalle punte affilate e leggermente rialzate; dall’altra, punta su completi dai colori ipnotici, spesso a contrasto, indossati sotto cappotti e bomber sartoriali principe di Galles, blouson pieni di macchie come quelle lasciate, anno dopo anno, con la tecnica delle patine, sul marmo del tavolo di lavoro degli artigiani alla Manifattura di Ferrara, pellicce e maglioni dalle fantasie geometriche e sneakers, chiamate Gravity, che richiamano le stesse tinte. Accanto al menswear, che rimane, tuttora, l’unica categoria merceologica disponibile, continua a sfilare il womenswear che, però, non è altro che la reinterpretazione in chiave femminile dei look maschili. Non possono mancare gli accessori che, forse, costituiscono l’autentica novità: poiché, negli ultimi anni, altri marchi nell’orbita del colosso francese del lusso come Fendi e Dior hanno collaborato con Rimowa, Berluti non vuole essere da meno e sceglie, però, Globe-Trotter per le valigie, accompagnate da un calzascarpe o da una B maiuscola in metallo che si ritrova ancora attaccata alle cinture. La pelletteria, del resto, rappresenta quasi un terzo delle vendite del brand e l’obiettivo è, quindi, quello di capitalizzare in questo settore considerando l’impennata a doppia cifra registrata lo scorso anno. Nonostante la sua eccellenza qualitativa, come spesso accade, l’abbigliamento si limiterà sempre a essere esclusivamente complementare?

Daniele S.

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