Fendi autunno-inverno 2020-2021

Il classico può essere proiettato nel futuro? Sembrerebbe pensarla così Silvia Venturini Fendi convinta che il lusso, in un momento storico come questo, deva combinare trasformazione, sperimentazione e contaminazione per essere in grado di privilegiare versatilità, sostenibilità e funzionalità. Nell’autunno-inverno 2020-2021 di Fendi, in scena all’interno del headquarter di via Solari, non manca niente di quello che dovrebbe essere indispensabile nel guardaroba di un uomo, ma tutto è ripensato e rivisitato in modo da rendere ancora più consapevole il consumatore su cosa indossa. I cappotti e le giacche, in cashmere o in pelliccia rasata da somigliare al nobile filato risultano, allora, modulabili attraverso zip strategiche che consentono di staccare gradualmente le parti inferiori fino ad arrivare a diventare dei bolero, o segnano all’esterno i contorni che dovrebbero essere della fodera all’interno, ai quali sono aggiunte ulteriori tasche per carte di credito o dispositivi elettronici. Le stesse presenti anche sui peacoat di lana double termonastrata, sui blouson di flanella o sui maglioni a trecce accorciati, talvolta, come i pantaloni classici con pinces che, grazie a un pannello applicato, sembrano apparentemente delle gonne lunghe se osservati posteriormente. Da alternare a quelli in casentino profilato con bande laterali. Immancabili per la maison romana di proprietà del colosso francese LVMH gli accessori: da una parte, sneakers colorate e stivali dalle alte suole scolpite con l’iconica doppia F, dall’altra, shopping bag in pelle colorate e logate esattamente come quelle che accompagnano gli acquisti in negozio (chi non le ricorda da Chanel disegnate, anni orsono, da Karl Lagerfeld?), Baguette-marsupio, già viste le scorse stagioni, ma in maglia come se fosse lavorata ai ferri, clutch dotate di tracolla e buste con la coulisse identiche a quelle usate per proteggere le borse. In chiusura, non manca la dimensione tecnologica, essenziale nel mondo contemporaneo: la stilista, in quest’occasione, ha deciso di collaborare con il designer giapponese Kunihiko Morinaga, fondatore nel 2003 del brand Anrealage, creando le ultime quattro proposte in passerella: capi trasformisti in nylon fotocromatico total white che svelano inaspettatamente grafiche speciali se esposti alla luce del sole. Quella che illuminerà sempre l’atemporalità della vera eleganza maschile.

Daniele S.

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