Valentino primavera-estate 2020

Ma i trend non erano scomparsi? Ritorna sulle passerelle l’essenzialità che Pierpaolo Piccioli per la primavera-estate 2020 di Valentino traduce in sottrazione per partire da forma e volume, gli elementi basici rimessi in primo piano, nella costruzione di un racconto chiaro e organico, per la ricerca di una nuova individualità. O di una nuova bellezza, concetto mai dimenticato da Valentino Garavani, ma sempre prepotentemente presente anche nel corso attuale della maison romana. Parte, allora, dalla rivisitazione di un classico senza tempo come la camicia bianca che diventa uno chemisier in popeline di cotone con le mani gonfie, si riempie di piume, s’infiocchetta o si spezza in due parti, quella superiore piena di ruche e quella inferiore come se fosse una gonna plissettata o a balze in organza. S’abbina a shorts in pelle o a spolverini e giacche di pizzo e si stringe in vita con cordoni di pelle coordinati ai sandali intrecciati. L’attitudine alla sperimentazione della haute couture, con il suo complesso di abilità artigianali e valori universali, viene trasferita, quindi, al prêt-à-porter e non si perde neanche quando la purezza cromatica viene sostituita dalla forza espressiva del colore, dapprima, monocromaticamente e, poi, con stampe esotiche, anch’esse onnipresenti nelle proposte di questa stagione, che, in questo caso, richiamano quelle del pittore Henri Rousseau le Douanier. Nascosti, con grande capacità tecnica, sono gl’intarsi di tessuto che servono a far combaciare ovunque il disegno rilevando un’attenzione massima al dettaglio. Ma non è tutto: non poteva mancare la petite robe noire che si trasforma nelle lunghezze e nelle scollature e diventa sottoveste dalle cuciture invisibili e termosaldate. Chiudono abiti lunghi in georgette che scoloriscono progressivamente per evidenziare il ricamo. Tra gli accessori, spiccano i gioielli a motivo animale nati dalla collaborazione con Alessandro Gaggio, la Super Vee con la grande V del logo che non è soltanto una fibbia, bensì parte integrante della borsa stessa e la Rockstud Spike Fluo che debutta con la formula see now-buy now in 5 boutique nel mondo. Se, talvolta, la semplificazione corrisponde a proposte più indossabili e meno guardabili, questa prova dimostra come aspirare a nuovi livelli d’inclusione possa fare in modo che l’ordinario diventi straordinario. Un inno alla diversità e alla sensualità in una società che, purtroppo, sta cercando di annullare entrambe.

Daniele S.

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