Celine primavera-estate 2020

Cosa può essere considerato una novità nel mondo attuale? Qualcosa di diverso rispetto a ciò che è stato precedentemente assimilato. In continuità o in opposizione? Nella definizione di un immaginario identitario che dovrebbe condurre al riposizionamento ambito da LVMH che l’ha acquisito nel 1997, Hedi Slimane, alla sua quinta prova per Celine, non può che rispettare i canoni fissati nelle stagioni scorse. Se sulle passerelle si sta riscoprendo l’eleganza borghese per superare l’anarchia street, lo stilista rimane convinto che l’unica strada sia quella di rileggere e rielaborare la tradizione reinterpretandola e liberandola dalle imposizioni. Tornando, dunque, come ha già fatto anche per il menswear, agli anni ’70, quelli in cui fu lanciato il prêt-à-porter della griffe fondata nel 1945 da Céline Vipiana e da suo marito Richard, dapprima, come laboratorio di calzature su misura per bambini e, in seguito, di scarpe da donna e accessori, per la primavera-estate 2020, anche la sua scelta, in modo quasi obbligato, ricade su Yves Saint Laurent, la cui carica sovversiva rimane ancora oggi un modello di riferimento in tema di cambiamento. Sfilano, allora, nella solita struttura creata a place Vauban, dietro Les Invalides, pelliccie eco, montoni rovesciati con o senza maniche, giubbini scamosciati, tailleur gessati sartoriali tre pezzi di taglio maschile di cui, spesso, s’indossa solo il gilet, bluse con ricami dévoré, talvolta, infiocchettate, camicie, pantaloni e bermuda in jeans anche intarsiati o in suède, cappe con il cappuccio e gonne a pieghe in lana check e abiti che passano dalla stampa paisley o che riesuma il logo fino ai decori in paillette. Gettonatissimi saranno gli accessori, gli stivali in pelle, le mini cinture con il morsetto in alligatore, gli occhiali aviator, gli accendini appesi al collo e i foulard in lurex che diventano turbanti come li portava Loulou de la Falaise (simili a quelli di Anthony Vaccarello per Saint Laurent!). Nessuna barriera tra giorno e sera per un guardaroba seriale che rimette al centro la personalità individuale. Dopotutto, niente è più contemporaneo di capi in grado di parlare autenticamente a chi li indossa. Come un profumo. E, a questo proposito, non poteva mancare “La collection Celine haute parfumerie”, il primo progetto da quando è stata internalizzata la licenza, posseduta dal 2000 al 2011 da Interparfums. Le 11 fragranze saranno in vendita solo nelle boutique dell’etichetta, le prime 9 a partire da fine ottobre e le altre due a partire dal 2020.

Daniele S.

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