Versace primavera-estate 2020

È possibile continuare a vivere sul proprio glorioso passato? Assumerebbe un significato concreto se, almeno, venisse usato come parametro di riferimento per valutare il cambiamento epocale: dal 23 febbraio del 2000, insomma, quando Jennifer Lopez arrivò alla cerimonia di premiazione dei Grammy Awards con il jungle-print dress di Versace a oggi in cui la cantante-attrice, a 50 anni, ritorna sulla passerella per la primavera-estate 2020 con una versione aggiornata di quello che, inaspettatamente per il tempo, fece impennare le ricerche online al punto che Google decise di lanciare il tool Google Immagini. La stampa tropicale, comparsa per la prima volta nel settembre del 1999 per la primavera-estate 2000-2001, diventa, dunque, il punto di partenza per una collezione che riprende il motivo e le declinazioni cromatiche di allora, riprodotta, però, anche sul metal mesh e sulle applicazioni di cristalli degli abiti, sui ricami delle camicie maschili a righe, sul tie-dye dei capispalla in pelle marmorizzata e fluorescente e sugli effetti tridimensionali delle sneakers Squalo e della borsa Virtus. Attraverso la tecnologia, inoltre, viene celebrata ricoprendo con le proiezioni di arte digitale di Google Tilt Brush le pareti di un improvvisato Pantheon dal soffitto a cupola con una scultura centrale a forma di palma dorata allestito all’interno del Palazzo delle Scintille. In secondo piano, al contrario, sono rimaste tutte le altre proposte di Donatella Versace, sicuramente, più inedite come le giacche sartoriali con spalle importanti, le bluse dai tagli incrociati, le t-shirt con la firma di Gianni Versace o la Medusa, le gonne a palloncino strizzate in vita e illuminate da cristalli, i sandali allacciati alla caviglia con tacchi in plexiglass e le borse in crystal mesh. Ogni rilettura, d’altra parte, genera sempre un confronto con l’originale conducendo a un conseguente interrogativo: l’esito sarà stato positivo o negativo? Rispetto alle ultime stagioni, probabilmente, questa è stata tra le più riuscite. Ma quando s’inizierà a guardare al futuro? La storia, anche quella della maison, insegna che solo con la sperimentazione si possono raggiungere traguardi ambiziosi. Forse, questa sarebbe la vera essenza da riscoprire e tramandare.

Daniele S.

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