Jil Sander primavera-estate 2020

Si torna ancora a parlare di neominimalismo? Una ridefinizione di ciò che è la sua essenza non può che funzionare perfettamente da Jil Sander, soprattutto, se si parte da un concetto apparentemente semplice per poi arricchirlo di sfumature sempre nuove. Come accade durante l’atto creativo, ben conosciuto all’interno della Pinacoteca di Brera, nel cui cortile centrale Lucie e Luke Meier hanno deciso di ambientare la sfilata per la primavera-estate 2020: le montagne di sale dell’installazione evocano una dimensione lunare dove regna l’ordine, che rimanda a un rigore estetico, ma anche dov’è possibile stabilire una connessione più profonda con il cuore e l’anima, che suggerisce un ricongiungimento degli opposti. Un po’ come quelli del duo al timone del brand, iniziando dai loro segni zodiacali, Pesci per Lucie e Vergine per Luke, riprodotti come stampe su tuniche da indossare sotto giacche sartoriali con o senza revers, sopra pantaloni diritti (talvolta, riecheggiano in modo troppo ravvicinato atmosfere Céline-esche dell’era di Phoebe Philo) e per terminare sopra stivali con allacciatura a sandalo. Non ci sono mezze misure neanche nelle grandezze delle borse che passano da piccole clutch a grandi shopping bag. Il severo monocromatismo e il geometrico formalismo, inoltre, vengono stemperati attraverso giochi di frange e fili di rafia che, dapprima, sembrano piume d’uccello quando bordano gli abiti dai tagli essenziali e, sul finale, si trasformano in intarsi preziosi che chiudono le scollature delle bluse o gli spacchi delle gonne. Motivi marmorei evocano, invece, i movimenti della Secessione Viennese dei primi anni del ’900 e quello psichedelico della San Francisco degli anni ’60. Voglia di ribellione? Una collezione grafica che sceglie l’armonizzazione dei contrasti per rendere contemporaneo quel desiderio di pulizia estetica che il consumatore sembra nuovamente ricercare. Sarà il punto di partenza per un cambiamento? Per essere significativamente duraturo è necessario, però, che sia autonomamente pensato.

Daniele S.

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