Chanel haute couture autunno-inverno 2019-2020

“La vita che conduciamo è poca cosa, la vita che sogniamo è invece la grande esistenza, perché la continueremo oltre la morte”, diceva Mademoiselle Coco, grande lettrice come dimostrano i volumi preziosi presenti nel suo appartamento al numero 31 di rue Cambon. Quelli che hanno modellato la sua personalità e costruito la propria identità e quella della maison della doppia C. Virginie Viard, allora, per la sua prima prova nella haute couture dopo la scomparsa di Karl Lagerfeld il 19 febbraio scorso, ricrea, all’interno della consueta cornice del Grand Palais, una grande biblioteca che s’immagina custode della storia, gli archivi dai quali (ri)partire per costruire la collezione per l’autunno-inverno 2019-2020. I codici ci sono tutti, sebbene, allo stesso tempo, emerga il tentativo di reinterpretarli e di rinnovarli seppur nel segno della continuità. L’intellettuale pensata dalla stilista, allora, elegante e riservata, a tratti quasi timida, sfila indossando occhiali da vista e lunghi e severi robe manteau nei tipici tessuti bouclé, chiusi da lunghe file di bottoni, a monopetto o a doppiopetto, che svelano fodere di satin a contrasto, ma coordinati ai colletti di organza, tailleur che, spesso, sostituiscono la giacca con un bomber strategicamente scollato e pantaloni morbidi sui fianchi e sfrangiati in fondo. Preziosissimi i decori come quelli effetto tweed o dei top che disegnano rose tridimensionali fatte di piume da indossare con gonne incrostate di paillette. Scarpe rigorosamente basse con mocassini bicolori fermati da fiocchi come gli abiti per la sera, in chiffon aereo o velluto solido monocromatico. Il bianco e nero iconico si alterna a colori decisi, dettaglio, ormai, inconfondibile della nuova cifra stilistica insieme alla perdita della geometria tipica del couturier tedesco che lascia spazio a silhouette più fluide. Lo charme tipicamente francese, algido e discreto, immaginato dalla fondatrice ritorna antologicamente e ontologicamente in tutto il suo splendore accompagnato, in questo caso, da una sensualità tutta moderna. Per una donna fiera e indipendente. Se il valore della memoria resta la linea guida da seguire, rispettando la tradizione e rifuggendo dal cambiamento sostanziale, rimane un’altra verità autentica e incontrovertibile (o, nel caso, da ribadire): la bellezza non è l’unica arma di seduzione.

Daniele S.

Back to top