Addizione o sottrazione? Un quesito interessante se legato alla moda per lui, intrappolata tra l’iperdecorativismo proposto da alcune passerelle e il minimal da altre. Per un consumatore, come quello maschile, spesso, poco incline al cambiamento. Quello, invece, proposto da Lucie e Luke Meier, alla loro seconda prova nel menswear di Jil Sander, procede come se fosse rallentato, l’unico modo possibile, secondo loro, perché possa arrivare a modificare davvero abitudini vestimentarie radicate. Per la primavera-estate 2020, dunque, che ha sfilato in uno spazio diviso da una parete di vetro bianco che lasciava intravedere forme floreali indefinite, proseguono, con chiara continuità, il loro percorso nella definizione della nuova visione per il brand nell’orbita del giapponese Onward Luxury Group: capispalla dai volumi ampi, a manica corta o, addirittura, smanicati anche se arricchiti da singolari martingale che scendono dalle spalle, talvolta eco perché realizzati in fibra di banana, si accostano a giacche senza revers, camicie con gli scolli a V o allungate fino al ginocchio come se fossero caftani, maglieria in lino e viscosa floreale, accoppiati al cotone dei gilet con intricati jacquard i cui disegni diventano visibili solo a distanza, con una lavorazione che s’interrompe lasciando che le cuciture scendano poeticamente fino ai piedi come se fossero lunghe frange. Basic anche la gamma dei colori: poche, infatti, sono le concessioni al bianco e nero, presenti a contrasto, nell’accostamento interno/esterno degli spolverini dall’allacciatura nascosta, nelle impunture delle camicie o nei i profili dei pantaloni. Una collezione rigorosa, ma rilassata, accompagnata da accessori degni, indubbiamente, di nota tra mocassini in pelle e nappa dalla punta arrotondata, sandali e stivali dalla suola robusta, borse a forma di parallelepipedo con una chiusura che ricorda le confezioni del latte. Destinata a un uomo attento al dettaglio e all’integrità del design, valori sui quali è stata fondata l’identità di una griffe che, con coerenza, il duo stilistico sta cercando di far rinascere. La chiusura, infatti, di Jil Sander Navy, dopo otto anni, con la primavera-estate 2019 s’inserisce in una strategia che punta ancora di più al rafforzamento di un’estetica destinata, si spera, al successo.

 

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