Junya Watanabe autunno-inverno 2019-2020

Dalla sintesi di elementi conflittuali, o apparentemente tali, può nascere il nuovo? Junya Watanabe ne ha fatto quasi una filosofia. Per l’autunno-inverno 2019-2020, in scena all’interno della Salle Wagram, decide di far sfilare le modelle in coppia unendo due mondi che possono sembrare inconciliabili: quello del manga orientale (da cui il titolo Kawaii) e quello del grunge occidentale. E se il primo si mostra in tutta la sua evidenza nei capelli scultura e nelle lunghe ciglia finte che ricordano i fumetti, il secondo si concretizza nei capi che, attraverso costruzioni e decostruzioni, diventano ibridi di camicioni a fiori o a pois nati dal riassemblaggio di abiti diversi, trench, giubbini, parka, perfecto e bomber che si aprono nelle maniche o ne vengono addirittura privati, giacche sartoriali e maglioni formati da due metà spaiate e felpe dell’università Ucla, già viste nella sfilata uomo, che vengono tagliate verticalmente per diventare cardigan. A unificare, poi, l’insieme, contribuiscono jeans aderenti e scoloriti, più o meno strappati, da abbinare a stivali texani che si accendono di bagliori metallici o si ricoprono di borchie appuntite. Degno di nota come, questa volta, il womenswear risulti più allineato del solito allo spirito utility del menswear. Maschile e femminile, infine, celebrano la gender fluidity, così tipica del brand di Comme des Garçons, ormai, sdoganata da tempo, a modo suo, anche da John Galliano nel suo lavoro per Maison Margiela. Una collezione in cui i capi non si limitano semplicemente a essere accostati secondo una scelta che, a prima vista, potrebbe sembrare arbitraria, ma, a un livello più profondo, si combinano e si contaminano, al di là delle loro differenze stilistiche, estetiche e funzionali, per suggerire soluzioni alternative. Anche questo fa parte della missione della moda? Sicuramente! Ma, del resto, nessuna sfilata del 58enne stilista giapponese potrebbe non essere accompagnata da un messaggio. Da decodificare o da diluire a seconda della personalità individuale.

Daniele S.

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