Rick Owens autunno-inverno 2019-2020

Quanto è mutevole il concetto di bellezza? Per dare una risposta il più possibile compiuta e organica, Rick Owens, per l’autunno-inverno 2019-2020, mescola una serie di riferimenti a partire dal tributo, già visto in occasione del menswear lo scorso gennaio, a Larry LeGaspi, il costume designer americano che ha creato i look iconici per le LaBelle e i Kiss o per Grace Jones e Divine, prematuramente scomparso di AIDS, sul quale, grazie agli archivi e ai ricordi della vedova, Valerie, ha lavorato per un libro, edito da Rizzoli, in uscita il prossimo ottobre, lo stesso periodo in cui le proposte arriveranno nei negozi. E, giocando con l’ambiguità sessuale, riporta in passerella cappotti sartoriali e montoni rovesciati con spalle costruite e tasche in pelle applicate che sembrano degli zaini da abbinare a top audaci che ricordano quelli indossati dai Kiss (il motivo della tuta del chitarrista, Ace Frehley, diventa, tra l’altro, un charm sulle borse), pantaloni in pelle da motociclista e vertiginosi stivaletti con platform. Un desiderio di liberazione che si traduce anche sui volti ispirati a Salvia, la drag queen che, dopo aver scoperto Ru Paul’s Drag Race, ha deciso di distorcere il suo aspetto e la percezione di genere. Ma non è tutto: per il womenswear, inoltre, cita anche Charles James, il couturier inglese, noto per le sue creazioni scultoree, che sarà oggetto di un altro libro di cui Owens, questa volta, ha scritto l’introduzione e Mariano Fortuny, l’artista spagnolo trapiantato a Venezia, ideatore della plissettatura, di cui riprende alcune stampe per gli abiti asimmetrici scomposti dai drappeggi. Una collezione di grande impatto visivo che contribuisce a delineare un’estetica che, nella sua riconoscibilità, diventa sempre più autorevole. Anche concettualmente. Se, come ha dimostrato, mondi diversi possono convivere e comunicare tra loro, influenzandosi e valorizzandosi reciprocamente, in un mondo fluido, l’aumento esponenziale di alternative nella costruzione di una nuova identità potrà, finalmente, consentire a tutti di poter scegliere chi voler essere. Senza alcuna timidezza.

Daniele S.

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