Dov’è finita l’autenticità? In un’epoca decadente come quella contemporanea, nella quale la sovrastimolazione creata dalla cultura digitale ha generato un’alterazione irreversibile che crea dipendenza, è diventato difficile, nell’eccesso dell’artificialità, riuscire a trovare la verità della realtà. Un argomento più volte trattato da John Galliano per Maison Margiela che, nella sfilata co-ed per l’autunno-inverno 2019-2020, recupera i traguardi raggiunti con l’Artisanal dello scorso gennaio e li sviluppa in modo ancora più radicale “per portare l’entità dell’abito al suo nucleo più puro”, si legge nelle note. Attraverso la scomposizione, ricomposizione e migrazione sul corpo di capi del guardaroba tradizionale si arriva, dunque, alla loro essenza. E non è più importante neanche l’identificazione di genere, seguendo l’ottica della gender fluidity tipica della griffe: eliminata ogni sovrastruttura, rimane solo una traccia della loro origine, visibile grazie a qualche residuo formale o a quegli adattamenti, spesso, segnati dalle imbastiture bianche a vista. Così, un cappotto in flanella si trasforma in una cappa, un trench in finta pelle in un paio di bermuda dall’orlo décortiqué, una sciarpa paillettata in un top e un jodhpur in un abito bustier. Le camicie prendono in prestito le maniche delle giacche o dei maglioni dalle lunghezze dissonanti, i tailleur sono formati da capispalla tagliati orizzontalmente, i pantaloni sono appiattiti per diventare gonne e le fodere dalle fantasie colorate diventano leggings zippati coordinati agli stivaletti dalla punta squadrata che si alternano a scarpe da bebe con il calzino. Il cambiamento nasce da un approccio trasformistico dell’identità? Magari, liberando le proprie pulsioni che, con un percorso complesso e travagliato, può portare a emergere una nuova consapevolezza secondo la quale, con l’assenza di abbellimenti superflui, seguendo lo spirito rivoluzionario del fondatore, diventa possibile adattare ogni proposta, dalla costruzione sartoriale ineccepibile, in base a chi la indossa. Un messaggio profondo di speranza, ormai, sempre più urgente. Nella moda e non solo.

 

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