Quale sarà la nuova identità di Lanvin? Difficile dirlo alla prima prova di un nuovo direttore creativo che si trova di fronte il difficile compito di rendere ancora rilevante, in un mercato fortemente saturo e altamente competitivo, la più antica maison francese. Dopo l’uscita, a 14 anni dalla nomina, di Alber Elbaz (e, lo scorso novembre, di Lucas Ossendrijver che disegnava l’uomo) né Bouchra Jarrar né, tantomeno, Olivier Lapidus hanno avuto successo. Ci riuscirà Bruno Sialelli? Al momento, negli spazi gotici del Musée Cluny, sede del Museo Nazionale del Medioevo, il 31enne designer di Marsiglia, per l’autunno-inverno 2019-2020, punta su poncho, kilt e plaid che diventano gonne asimmetriche a fazzoletto in tartan, abiti foulard arricchiti di lamine luminescenti o in maglia di lurex per lei, montgomery dal taglio sartoriale, camicioni dalla stampa manoscritto, t-shirt in tulle e pantaloni scamosciati o in maglia per lui. Per entrambi, invece, giacche alla marinara in lana con dettagli in pelle e caban con i revers dal collo ampio o a forma di cuore, twinset con ricami tridimensionali, cappotti, maglioni e sciarpe d’ispirazione sudamericana e jeans scoloriti composti da pannelli cuciti tra loro con cinture incorporate. Non manca il logo, da quello iconico di Jeanne e Marguerite Lanvin presente sugli chemisier o sulle borse al monogramma JL (o è una doppia L?) sui pigiami di seta o sugli abiti sottoveste. Un’offerta varia e desiderabile in grado di soddisfare potenzialmente un pubblico ampio ed eclettico, ma diverso rispetto a quello rimasto orfano di Elbaz per il womenswear e di Ossendrijver per il menswear. Linee, in precedenza, peraltro, profondamente diverse e, ora, accomunate secondo un’unica visione d’impronta lifestyle. Strategia di distacco che potrebbe essere vincente se l’estetica di Sialelli non fosse ancora troppo influenzata dalle proprie esperienze passate: dopo gli studi allo Studio Berçot di Parigi, ha lavorato per Paco Rabanne, Acne Studios, Balenciaga e, infine, da Loewe dove si occupava della divisione maschile sotto la direzione artistica di J.W. Anderson. Si starà, davvero, delineando un capitolo più attuale per la griffe, adesso, nell’orbita del gruppo cinese Fosun International? Considerando la sua lunga storia, non ci si potrebbe aspettare niente di meno.

 

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