Valentino haute couture primavera-estate 2019

Esclusiva o inclusiva? Se ci si riferisce alla haute couture, si è più portati a pensare alla prima, ma, secondo Pierpaolo Piccioli, è giunto il momento di ragionare anche in termini della seconda. E lo fa con la primavera-estate 2019 di Valentino nella quale dialogano il colore delle creazioni in passerella all’interno dei saloni del Hôtel Salomon de Rothschild con quello della pelle di chi l’indossa. Cosa li lega? L’unicità! Guardando le foto degli abiti di Charles James, ritratti nel 1948 da Cecil Beaton, si è domandato come sarebbero potuti essere su donne di colore. Un argomento non scontato dato che, finora, si è parlato molto di diversità nel caso del prêt-à-porter, ma ancora poco in quello della haute couture dove, al contrario, la valorizzazione dell’individualità non dovrebbe essere messa in discussione. Un messaggio estetico che diventa etico per veicolare, attraverso le emozioni, una chiara presa di posizione. I codici classici ribilanciati e armonizzati, soprattutto nella loro forza cromatica, vengono utilizzati in una collezione che si apre con Rosa Madame Pierre Oger, una cappa interamente cosparsa di rose di tessuto su una gonna in scuba rosa fluo, per chiudersi con Chocolat Dalia, un abito scuro di organza e strati di taffetas. Due Madonne nere, quasi medioevali, che celebrano la straordinaria abilità delle sarte di piazza Mignanelli a cui, anche questa volta, è stato chiesto di dare un nome floreale al capolavoro che hanno contribuito a realizzare. Tra i tanti, meritano una segnalazione particolare Filadelfo, una cappa-top di organza poudre decorata di piume da portare con pantaloni ampi in scuba arancio fluo o Azalea Margherite Rovi, un abito in garza nude con applicazioni ramage smeraldo, fucsia e avorio e cappa ajouré coordinata. Una bellezza dal forte impatto sensoriale che, pur essendo stata definita dallo stilista non “modernista”, è comunque, in quanto tale, fortemente legata al presente. Un racconto poetico e un incanto colorato che riportano la massima espressione della moda in un territorio di fantasia e sogno. Uno stereotipo per abbattere gli stereotipi.

Daniele S.

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