Balmain Homme autunno-inverno 2019-2020

La ribellione è un’attitudine? In attesa, dopo 16 anni, del ritorno alla haute couture con la prima sfilata di Balmain Paris, disegnata da Olivier Rousteing, lo stilista scrive un nuovo capitolo di Balmain Homme per l’autunno-inverno 2019-2020. Se la rivoluzione digitale avrebbe dovuto portare, almeno sulla carta, a una maggiore libertà, agevolata dall’arricchimento della conoscenza, in pratica, l’effetto è stato quello contrario. La mancanza di rispetto è all’ordine del giorno, generata da una comunicazione tendenziosa. Come rimediare? Tornando indietro? Sarebbe impossibile! Le conquiste fatte, allora, dovrebbero essere rilette attraverso gl’insegnamenti del passato. Le giacche bouclé bordate di catene e i perfecto borchiati in pelle diventano corti attraverso tagli a vivo, anche sulle spalle che scompaiono, per abbinarsi con maglioni smagliati e pantaloni della tuta con bande laterali risultanti da una decolorazione o da motociclista zippati obliquamente. Le t-shirt hanno il nuovo logo, già apparso sulle proposte della pre-fall 2019, in cui la B di Balmain s’interseca con la P di Pierre (o di Parigi, dato che la griffe è fortemente legata alla città) o recano claim. Tra gli altri, “All I want to do is be more like me & be less like you”, “Your truth is not mine”, “You only know my name, not my story”, “Don’t put your blame on me”, “I’m under no obligation to reply”, “Your comments I don’t mind. Hate with passion is love” o “I hope (s)he likes boys”, stampati anche sulle sneaker, sulle borse e sugli zaini matelassé. Capi manifesto che diventano graffiti di un moderno street tailoring. Un occhio di riguardo agli accessori con occhiali che sembrano binocoli da teatro per osservare il mondo, reale o virtuale. Bianco e nero interrotto solo dalla presenza del jeans (spesso, strappato) in capi ibridi come, in uno spirito di libertà, lo sono i generi: infatti, non è possibile distinguere facilmente i capi da uomo da quelli da donna perché è più importante la personalità di chi l’indossa. Sarà questo il messaggio più importante da assimilare? Sicuramente, più tolleranza in un mondo, ormai, imprigionato digitalmente come gli iPhone case da legare al petto. Per non dimenticare che su Apple Store è già disponibile la nuova app con cui immergersi nell’universo della maison di rue François-1er. Una realtà aumentata che promette un’esperienza il più inclusiva possibile.

Daniele S.

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