Berluti autunno-inverno 2019-2020

Il nuovo nasce dalla risoluzione di una contraddizione? Si potrebbe dire così considerando il debutto, a otto mesi dalla nomina e dopo aver saltato una stagione, di Kris Van Assche da Berluti. “Vagabond deluxe”, ha chiamato, facendo propria la definizione di Olga Berluti per le scarpe, il suo uomo per l’autunno-inverno 2019-2020 che ha sfilato all’interno dell’Opéra Garnier. Intorno a un avvicendamento creativo si sviluppa sempre tanta curiosità: come sarà il nuovo corso? Quanta coerenza avrà con il passato? Lo stilista belga, infatti, che ha preso il posto lasciato da Haider Ackermann, proviene da Dior Homme, passato a Kim Jones in uscita da Louis Vuitton, creativamente diretto, adesso, da Virgil Abloh. Il marchio marchigiano, famoso per le calzature, fondato nel 1895, d’altra parte, anch’esso di proprietà del colosso del lusso francese LVMH che lo ha acquisito nel 1993, si è ampliato, prima, con la pelletteria nel 2005 e, poi, con l’abbigliamento nel 2011. Quale miglior spunto, quindi, di trasferire, almeno apparentemente, le tecniche dagli accessori agli abiti? Due mondi che, nonostante tutto, in precedenza risultavano separati. Un lusso ribelle che non vuole più essere senza tempo e, mai come ora, si ammanta di un forte carattere fashion: il patina suit che utilizza un’adattata lavorazione patina per trattare il colore, dalle spalle strutturate e con i pantaloni zippati lascia il posto a voluminosi cappotti in canguro, felpe in coccodrillo, camicie e dolcevita che rendono omaggio alle macchie lasciate, anno dopo anno, con la tecnica delle patine, sul marmo del tavolo di lavoro degli artigiani alla Manifattura di Ferrara e pantaloni da motocilista stretti sul fondo come se fossero tute. Le sneaker, metallicamente rinforzate sulla punta, presentano suole geometriche come scarpe su misura. Al pari del suo predecessore, manda in passerella, accanto al menswear, il womenswear che, però, non è altro che la reinterpretazione in chiave femminile dei look maschili. Sarà l’indicazione di un’ulteriore apertura? Trasversalità che, invece, al momento, non contempla limiti anagrafici dato che il prodotto è destinato a diversi tipi di uomo, dal padre al figlio. Quella tradizione che, più di ogni altra, è sinonimo di libertà.

Daniele S.

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