Rick Owens autunno-inverno 2019-2020

Si parla tanto di novità, ma qual è l’uomo di riferimento? Nel caso dell’autunno-inverno 2019- 2020 di Rick Owens, andato in scena, come sempre, al Palais de Tokyo è un tributo a Larry LeGaspi, il costume designer americano che, negli anni ’70, ha creato look iconici per le LaBelle e i Kiss, prematuramente scomparso di AIDS, sul quale, grazie agli archivi e ai ricordi della vedova, Valerie, ha lavorato per un libro, edito da Rizzoli, in uscita il prossimo ottobre, lo stesso periodo in cui la collezione arriverà nei negozi. Nella costruzione di una nuova identità che oscilli tra eccesso e responsabilità, i due poli di quella parabola del concetto di libertà alla base della sua estetica che, negli anni, è diventata sempre più autorevole, lo stilista, nella sfilata intitolata Larry, gioca con l’ambiguità sessuale scomponendo e ricomponendo cappotti sartoriali con spalle costruite e tasche in pelle applicate che sembrano degli zaini o montoni rovesciati su gilet in nylon matelassé non imbottiti, canotte di cotone a costine tagliate a vivo, pantaloni in lana o in pelle da motociclista accessoriati con pannelli di camoscio, jeans larghi e scoloriti o aderenti e spalmati. Ai vertiginosi stivaletti e sandali con platform adatti a una vita dissoluta accosta più comode sneakers vegane, prodotte in collaborazione con Veja, che promuovono un messaggio di tipo etico. E se i volti imbiancati dei modelli si rifanno al Kabuki (o ai Kiss?), che lasciava da parte le considerazioni morali per concentrarsi su una rappresentazione dei fatti, nel suo racconto, riflette lucidamente sul bisogno di reinventare la moda, ormai, troppo incardinata in dogmi che non hanno più alcun significato. Un desiderio di liberazione che ha sempre contraddistinto il suo stile il quale, pur rimanendo fedele alla propria cifra che lo rende riconoscibile, riesce a non cadere nella ripetizione e a fornire costantemente nuove alternative. Ma, innanzitutto, come per indossare i suoi abiti, bisogna provvedere alla definizione della personalità individuale, possibile soltanto se si consente a elementi spesso conflittuali di convivere. Questa sarebbe, davvero, la vera evoluzione maschile.

Daniele S.

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