Valentino autunno-inverno 2019-2020

Gli abiti condizionano lo stile di vita? O lo definiscono? In passato, la moda era capace d’influire sulla società, d’indirizzarla tracciando quella strada che, attraverso la lungimiranza, riusciva a interpretare il futuro. Ma è ancora così? Parrebbe di no, considerando lo scollamento tra rappresentazione e realtà, una delle tante problematiche contraddizioni che attanaglia l’attuale fashion system internazionale. Pierpaolo Piccioli, comunque, continua a credere che le soluzioni di convivenza siano la chiave per una narrazione fluida della contemporaneità. E se, prima, come già visto nelle stagioni precedenti, ha puntato su un’inclusione culturale che facesse dialogare couture e street, adesso, si apre a nuove collaborazioni più trasversali, come quella con Birkenstock e con Jun Takahashi di Undercover che lo stilista ha incontrato a Tokyo nel periodo in cui è stata svelata la pre-fall 2019 e, insieme, hanno deciso di realizzare stampe che sarebbero state utilizzate, in un viaggio nel tempo, per le sfilate di entrambe le etichette pur con significati evidentemente diversi. Nel caso dell’autunno-inverno 2019-2020 di Valentino, in scena al Grand Palais, il concetto di sartoriale della griffe romana viene rivisto e corretto con giacche doppiopetto in lana completamente destrutturate su pantaloni larghi e morbidi coordinati alla camicia, come una confortevole tuta/pigiama, che scoprono la leggerezza del nylon tipica dello sportswear. Il monocromatismo viene rotto da teschi con la celebre V (crea, forse, dipendenza cerebrale?), presenti anche sui maxi marsupi, o dal viso di Edgar Allan Poe sovrapposto da navicelle spaziali di felpe e cappotti/mantelle sotto il ginocchio, caratterizzati da due spacchi laterali, che nascondono lunghi gilet di maglia. Sono trattati come t-shirt, d’altra parte, quando vengono marchiati, in tutta lunghezza, con la scritta Valentino rosso iconico da indossare sulle sneakers. E se le grafiche firmate VU – Valentino Undercover permeano gli accessori, sandali Birkenstock portati con calzini spessi mostrano, invece, l’ormai famoso logo consonantico VLTN a contrasto. Accostamenti spontanei nati da occasioni personali che diventano esperimenti sociali. Esigenze condivisive ricche di riferimenti che creano emozioni. La contaminazione rende liberi? Si spera non solo in un’altra galassia più aperta a nuove opportunità.

Daniele S.

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