“La bellezza comincia nel momento in cui decidi di essere te stesso”, diceva Coco Chanel. Probabilmente, come quando si va in spiaggia. Karl Lagerfeld, quindi, ne ricrea una nella cornice consueta del Grand Palais sulla quale far sfilare la primavera-estate 2019 di Chanel: sabbia bianca finissima, presa in prestito da una cava, onde attivate da un sistema di pistoni nascosti e un pannello con il cielo azzurro lievemente velato da nuvole bianche che disegnano il panorama di uno stabilimento balneare in legno di una lussuosa località immaginaria, presumibilmente Deauville o Biarritz, dov’è iniziata l’ascesa della maison di rue Cambon. Il mare in città o la città al mare. I bagnini osservano le bagnanti che passeggiano a piedi nudi indossando tailleur bouclé in tweed composti da giacche boxy e doppie gonne zippate lateralmente, gilet nello stesso materiale su camicie bianche logate in nero, a contrasto, sulle tasche o di frange in pelle e leggings sotto al ginocchio, tuniche a trapezio dalle maniche ampie in fantasie multicolor che riproducono ombrelloni stilizzati con le camelie coordinate o in pizzo, anche in denim, fermate da cinture di metallo che esibiscono le lettere CHANEL in modo interrotto, presenti anche su collane, orecchini e semplici cappelli di paglia che sarebbero piaciuti molto a Mademoiselle. Logo-à-gogo analogamente sui sandali con tomaia e tacco in PVC da portare, rilassatamente, in mano o agganciati alla doppia borsa matelassé di spugna, dall’utilizzo molto versatile, che sostituisce le catene con le perle. Per la sera, top di paillette, con giochi di ruche o trasparenze e scolli profondi sono sdrammatizzati da ciclisti dall’anima active. Il tema scelto non è certamente nuovo per il marchio: chi non ricorda, per esempio, la resort 2010, in passerella al Lido di Venezia, poco lontano dal Hotel des Bains dove il 19 agosto 1929 morì Sergej Djagilev del cui funerale si occupò la fondatrice? O la resort 2011, davanti al Senequier di Saint-Tropez, luogo caro allo stilista? Nonostante la leggerezza di questa collezione, forse, più adatta appunto a una resort, si percepisce, chiaramente, il desiderio di tornare a un mondo che non esiste più per recuperare una magia, ormai, dimenticata. Un po’ come si è già visto da Valentino. Sarà la fine di un’epoca? Puntualmente, infatti, si torna a parlare dell’imminente successione di Karl Lagerfeld, uscito, nuovamente, nel finale con il suo braccio destro Virginie Viard. Chi prenderà il suo posto? C’è chi scommette che sarà proprio lei!

 

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