Cos’è il lusso? La possibilità di essere se stessi? Di diventare ciò che si vuole? O la libertà di poter scegliere cosa indossare senza alcun timore? Potrebbe essere questa l’idea di Anthony Vaccarello per la primavera-estate 2019 di Saint Laurent, andata in scena sulla passerella-piscina situata di fronte al Trocadero con l’acqua che rifletteva le luci della Tour Eiffel. Il simbolo di Parigi, ma anche di un esprit che, da sempre, evoca lo stile inconfondibile di Monsieur Yves Saint Laurent. Domina il nero e i bagliori che riproducono le luci della notte in città. Il primo su tuxedo che conferiscono alla donna quella confidenza maschile (in una sfilata in cui il menswear non è presente, essendo già stato svelato a giugno a New York e di cui, adesso, s’ignora la collocazione!) che viene ulteriormente esaltata dalle mani in tasca, sulle giacche di velluto vagamente militari abbinate alle camicie con le ruche e agli shorts cortissimi in pelle, sugli abiti in chiffon dalle maliziose trasparenze tra fiocchi e drappeggi o dalle piume copri-capezzoli da portare con alti stivali in pitone. I secondi sugli audaci top in rete di cristalli che non lasciano niente all’immaginazione, sulle stelle che accendono dalle fasce per i capelli ai sandali con la zeppa passando per i pantaloni aderenti e sulle paillette dei costumi da bagno indossati con mega gioielli. Tocchi esotici sono regalati dagli ampi caftani animalier in risposta alle fila di finte palme al neon che sembrano ricostruire una stereotipata oasi vacanziera senza tempo. Nessuna intenzione seduttiva di capi che risulteranno, paradossalmente, molto sexy, ma, altrettanto facilmente, desiderabili. Come accade quando si entra in una boutique della maison francese da quando al timone creativo c’era Hedi Slimane in poi. Ma adesso che lo stilista è passato da Celine? La domanda è tutt’altro che scontata, soprattutto, considerando il fatto che la curiosità di vedere quale sarà la nuova estetica del marchio disegnato precedentemente da Phoebe Philo è molto elevata. Curiosamente, tralasciando ulteriori riferimenti a Tom Ford e Stefano Pilati, si ritrovano, più che nelle collezioni precedenti, molti richiami a quelle proposte che hanno reso possibile il rilancio di Saint Laurent negli ultimi anni. Semplice coincidenza? Se così non fosse, la rivoluzione della moda sarebbe appena cominciata. Per il momento, se le indiscrezioni verranno confermate, sembra che Vaccarello rimarrà alla guida di Saint Laurent per un altro triennio.

 

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