Christian Dior primavera-estate 2019

Gli abiti raccontano la personalità di chi l’indossa? Se “The story comes from inside the body”, la frase di Sharon Eyal, scritta sulla struttura costruita all’interno del Hippodrome de Longchamp che ospita la sfilata di Christian Dior, è stata una delle ispirazioni della primavera-estate 2019 disegnata da Maria Grazia Chiuri, si potrebbe pensare che sia vero. È superfluo affermare che nella danza il linguaggio del corpo sia espressione delle emozioni dell’animo: adesso, la stilista prova a sviluppare lo stesso concetto anche nella moda. Accosta, allora, il racconto coreografico della compagnia L-E-V fondata dalla coreografa nata a Gerusalemme con il suo collaboratore di sempre Gai Behar a quello degli abiti della maison di avenue Montaigne e fa dialogare i due mondi attraverso la libertà del movimento. Un aspetto caro anche a Monsieur Dior che, tra l’altro, disegnò i costumi per Tredici ballerine di Roland Petit. Come Isadora Duncan, Martha Graham e Pina Bausch allontanarono il primo dai codici rigidi del balletto classico, Maria Grazia Chiuri sovverte nella seconda quelli del classico. Parte da body, coulotte e calzemaglia di rete, da portare sotto gli abiti insieme all’underwear, per arrivare, in un gioco di stratificazioni, a corsetti che diventano canotte e si sovrappongono ad abiti di tulle florealmente stampato o ricamato animati da drappeggi o pieghe e scarpe da ballerina con il tacco in plexi. Ma non è tutto: lavorazioni couture nei soprabiti e nelle giacche Bar convivono con quelle popolari degli effetti tie-dye dei giubbotti, del pizzo crochet delle gonne, come se fossero varie forme di danza, accomunate dal rigore esecutivo rispecchiato dalla severità dei tailleur pantalone o delle tuniche in cotone con motivi etnici. Senza cadere nella facile tentazione di fare confronti con la variazione sul tema proposta da John Galliano per la haute couture autunno-inverno 2003, degna di nota è, al contrario, la diffusione del format spettacolare dei (fashion) show dove, però, purtroppo, gli abiti non occupano più il centro della scena se sono visibili con difficoltà. La performance, insomma, diventerà l’esperienza con la quale condividere un pensiero trasversale? Sicuramente, la necessità di un cambiamento è diventata sempre più pressante. Al pari di quello al vertice creativo se, come vogliono le indiscrezioni, Maria Grazia Chiuri starebbe per lasciare.

Daniele S.

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