Marni primavera-estate 2019

Quanto conta differenziarsi? È un interrogativo lecito da porsi in chiusura di quest’edizione di Milano Moda Donna, stilisticamente povera di sorprese significative, nonché alla luce del ritorno alla moda della famiglia Castiglioni con il debutto di Plan C, il progetto che vede Carolina Castiglioni come direttore creativo affiancata dal padre Gianni e dal fratello Giovanni, rispettivamente, nei ruoli di amministratore delegato e direttore operativo. Apparentemente, non si parla di Consuelo, al cui fianco la figlia ha lavorato fino al 2016, rimpiazzata nel marchio fondato nel 1994 e ceduto nel 2013 a OTB da Francesco Risso, lo stilista che, più di ogni altro in questo periodo, riesce a polarizzare le opinioni controverse degli osservatori. Com’è avvenuto anche per la primavera-estate 2019 che per la donna ritorna negli spazi di viale Umbria (l’uomo aveva momentaneamente traslocato nel garage sotto la Torre Velasca) dov’è stato creato un dormitorio, tra letti di ogni forma e dimensione sui quali sono stati sistemati i posti a sedere. Del resto, era la prima sfilata della giornata! In passerella, sotto soprabiti in pelle dipinti a mano, sono presenti top coordinati, abiti scultorei in canvas, asimmetricamente drappeggiati come pepli che richiamano la Grecia antica, o che prendono forma dai bustier per allargarsi su gonne tagliate a vivo in toni neutri interrotti da stampe classiche di statue e colonne o fiori stilizzati. Simboli di una femminilità intellettuale che, se per la fondatrice si rispecchiavano in Rei Kawakubo, per Risso richiamano, maggiormente, Martin Margiela. In comune, hanno la dimensione della decostruzione materiale, da una parte, con l’accostamento, per esempio, di materiali diversi e temporale, dall’altra, cifra stilistica, ormai, affermata nel nuovo corso di Marni che risulta, però, più strutturata nel menswear. Nulla, dopo tutto, consente di abbattere le barriere, fisiche e mentali, come la reminiscenza che, nei ricordi, in modo intimo e personale, destruttura e raccorda, elabora e sviluppa. Se, nella fluidità della memoria, ritrova le borse geometriche, così care all’etichetta, a differenza delle collezioni precedenti, l’idea della confusione che dev’essere alla base del lavoro artistico lascia un po’ spiazzati: per differenziarsi bisogna essere pronti a rompere le regole, ma si deve esserlo altrettanto nel ricostruire il classico. Il punto di partenza del nuovo divertimento.

Daniele S.

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