Versace primavera-estate 2019

Quanto è fondamentale rispettare il dna di un marchio? Se, generalmente, si è puntato su un ritorno alla normalità, Versace non sarebbe più riconoscibile senza il suo massimalismo. Così, Donatella Versace, che ha costruito il suo rilancio su collezioni fortemente identitarie, per la primavera-estate 2019 immagina una donna che non può dimenticare il potere della seduzione anche se, questa volta, decide di contaminarla di romanticismo. Alle giacche quadrettate, strutturate per esaltare il punto vita, coordinate ai pantaloni a sigaretta o ai cortissimi short su t-shirt logate e ai top monospalla su minigonne in pelle monocolore a contrasto vengono accostati abiti sottoveste di seta stampata con fantasie microfloreali resi ancora più leggeri dal tulle trasparente sovrapposto in un gioco di trasparenze doppiate e drappeggi maliziosi o pantaloni scampanati anni ’70 dal tocco hippy su camicie incrociate in vita. Non mancano metal mesh dipinto in colori fluo, giubbotti con stampe barocche per pantaloni risvoltati che mostrano sneakers Chain Reaction che si trasformano in sandali con il logo impresso sul PVC, la borsa Conglobo, ispirata ai bauletti vintage, o la Icon rivisitata in chiave gipsy e accessoriate da mollette, lampadine o spine elettriche dorate come a voler fornire quell’energia che, a tratti, viene si attenua: la mancanza di un tema preciso delega al repertorio dei primi anni ’90 il racconto di proposte che sembrano smarrire la coesione tra loro se non contribuissero a esaltare quella femminilità libera e consapevole che le passerelle sembrano, spesso, voler dimenticare. Rimane un mistero da svelare. Secondo indiscrezioni, la stilista avrebbe convocato per martedì prossimo una riunione con i dipendenti di Milano per un importante annuncio. Si ritornerà a parlare di cessione? Tra i pretendenti per la maison della Medusa, controllata per l’80% dalla famiglia attraverso la società Givi (Santo per il 30%, Donatella per il 20% e la figlia Allegra Beck per il 50%) e per il 20% dal fondo Blackstone, il cui valore si aggirerebbe intorno al miliardo di euro, spiccano Silas Chou, Michael Kors, Tapestry e Apax partners. Sembrano scomparsi, invece, i colossi del lusso francese Kering e LVMH. Quello che è certo, per ora, è che Versace si è assestata nel 2017 su circa 15 milioni di utile netto.

Daniele S.

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