Why did they kill Bambi? La #newera di Riccardo Tisci da Burberry è racchiusa in quest’interrogativo. Sarà un richiamo alla canzone dei Sex Pistols, il gruppo icona del punk rock britannico? O un messaggio che sottolinea, com’è stato annunciato dal British Fashion Council, che la London Fashion Week è stata totalmente no fur? O un ricordo del suo periodo da Givenchy? Del resto, chi non ricorda la felpa in neoprene dell’autunno-inverno 2013-2014? Tre linee guida che hanno caratterizzato la primavera-estate 2019, intitolata Kingdom, che si è snodata sulla labirintica passerella costruita in un ex centro postale del sud della capitale britannica. Se, altre volte, con Christopher Bailey, si era passati dal buio alla luce attraverso l’apertura del tetto, in questo caso, considerando l’attesa resa ancora più alta grazie a teaser studiati per i social media che hanno svelato il nuovo logo semplificato, ma anche il monogramma TB (Thomas Burberry, il fondatore), apparso su monomarca, edifici, taxi, bus e sottoforma di orsacchiotto di plastica, l’effetto è sembrato ancora più evocativo. Una sfilata suddivisa in tre parti, refined, relaxed e eveningwear, durante le quali, a eccezione dell’ultima, si sono alternati organicamente womenswear e menswear in un distillato della poliedrica cultura inglese, legata indissolubilmente anche ai codici di Burberry. Nella prima, l’anima sartoriale si ritrova tra trench ravvivati da inserti o da perle e piume, bluse fantasia infiocchettate su gonne al ginocchio, zippate o a pieghe, nonché completi arricchiti da foulard per lei, completi impeccabili, camicie con coordinati fermacravatte incorporati e ombrelli legati a catene da portare a tracolla per lui. La seconda torna allo street style per cui è famoso lo stilista italiano, riletto però in chiave più sofisticata, con pizzi su abiti sottoveste e frange su tute aderenti da portare con calzini alla caviglia e décolleté tricolori per lei, polo chiuse da bottoni automatici, pantaloncini da basket dalla stampa animalier e chunky sneakers per lui. A chiudere, una serie di abiti da sera in jersey neri illuminati solo da qualche bagliore metallico per le occasioni dressed up. Sarà la tradizionale collezione di debutto con un doveroso omaggio al passato in cui, però, poter trovare in fieri gli elementi che caratterizzeranno il futuro stilistico dell’etichetta? Per ora, nessuna rivoluzione. Solo proposte trasversali e moderne che riscuoteranno un grande successo commerciale, iniziato già con la vendita per 24 ore su Instagram, WeChat e nello store, completamente rivisitato, al 121 di Regent street.

 

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