L’abito può contribuire a cambiare la personalità di chi lo indossa o lo aiuta a esprimerla? Non è facile indagare la complessità della psiche, ancora di più se i parametri consueti, d’improvviso, vengono sconvolti. Tentando, però, si potrebbe stimolare quel cambiamento che sta diventando sempre più urgente. Come il fatto che John Galliano abbia deciso di presentare, nella sede di rue Saint-Maur, la prima collezione Artisanal uomo, intesa, come avviene per la donna, come un laboratorio di sperimentazione in grado di fornire spunti da elaborare successivamente nella produzione del prêt-à-porter che sarà in passerella il prossimo settembre. Cosa meglio della couture, infatti, può consentire di ridisegnare la mascolinità alla luce di una liberalizzazione del pensiero? Quella che può portare, senza ambiguità alcuna, a promuovere nuovi concetti di ambiguità: maschile e femminile, Occidente e Oriente, ma, soprattutto, sartorialità e fantasia, anime della griffe che il fondatore non dimenticò quando diventò direttore creativo di Hermès, periodo storico ricordato, per volere del caso, adesso a Parigi, nella mostra “Margiela, les années Hermès” al Musée des Arts Décoratifs. Ritorna il dressing in haste, già indagato nelle precedenti sfilate, nonché il tema della funzione, ma con un nuovo filo conduttore: il taglio in sbieco, tecnica d’atelier già utilizzata in passato quando lo stilista di Gibilterra era al timone creativo di Christian Dior. Nella realtà multiforme del presente, quindi, in cui nulla è ciò che appare, le giacche si portano sulle spalle e diventano cappe sopra i top di chiffon piumato decorati di paillette dorate e i pantaloni di vinile di tutti i colori, come i guanti, infilati all’interno di stivali da cowboy, i completi sono in tweed che corre diagonalmente, i corsetti che assottigliano la silhouette sembrano delle cinture e i kimono, alcuni dei quali originali, risalenti al XVIII secolo, sono rielaborati per diventare vestaglie da sovrapporre al trench di pelle o overall completati da sneakers giganti. Un abbigliamento che consente una nuova “self-expression”, come afferma la nota diffusa da Maison Margiela? Sicuramente, una nuova forma di erotizzazione che supera la convenzionalità e può consentire anche a lui, una maggiore consapevolezza del proprio corpo. Quella che, per anni, è stata chiesta solo a lei.

 

Comments are closed.