Passato, presente o futuro? Sono tutti frammenti che, ognuno a suo modo, contribuiscono a elaborare il linguaggio della moda e che diventano ancora più fondamentali quando uno stilista disegna un marchio che non porta il proprio nome, ma che ha una forte riconoscibilità come Marni. Il rischio più pericoloso è quello di omettere parti di essa o di privilegiare, attraverso il filtro della personalità individuale, una parte invece di un’altra. Tutto l’universo dell’etichetta fondata da Consuelo Castiglioni, invece, è presente nella collezione autunno-inverno 2018-2019 intitolata techno primitivismo: i volumi, i colori e la reinterpretazione del classico secondo un lessico concettuale. Se l’imperativo, in un periodo di deregolamentazione del guardaroba come quello attuale, è separare le proposte per mescolarle in nome della libertà individuale, Francesco Risso tenta di unire innovazione e natura, corpo e anima e, ovviamente, finito e non finito. Così, gli abiti sono costruiti partendo da pannelli di tessuto diverso, spesso in contrapposizione, che sembrano rimanenze, talvolta anche patchwork di paillette che sono fermati da cuciture apparentemente di fortuna, i cappotti over, stretti in vita da cinture o corde, sono modellati su corpetti che riproducono camouflage di facce o gatti indagatori e vengono indossati su pantaloni ampi con tasconi o gonne animalier. Le cappe, d’altra parte, sono un’unione di coperte militari del tutto simili a quelle dell’allestimento, sulle quali sedevano gli invitati quando non trovavano il loro posto su una pila di giornali o su un vecchio televisore. Distanti dall’essere un virtuosismo lontano dall’ordinario, come visto altrove, costituiscono spunti di riflessione interessanti sulla scena umana: è possibile una creatività etica? Diventerà il futuro come l’identità rappresenta il passato? E il presente? Tanto disgregato quanto non è la sfilata di Risso, amalgamata da una naturale coerenza che non si trova nelle precedenti: un lavoro sperimentale in cui la necessità di un ordine quasi collezionistico rappresenta un manifesto dell’ossessiva e distopica ricerca contemporanea di qualcosa di nuovo. Ma anche proposte riuscite, da amare, proprio perché lasciano aperte ulteriori possibilità di sviluppo.

Foto/photos: Kim Weston Arnold / Indigital.tv

 

One Response to Marni autunno-inverno 2018-2019 / Marni fall-winter 2018-2019

  1. Andrea says:

    La migliore collezione di Milano. E Francesco Risso torna a Marni.