La moda è un esercizio del pensiero? Miuccia Prada per l’autunno-inverno 2018-2019 si avventura ancora una volta ad analizzare il rapporto di subalternità, almeno apparente, tra moda e cultura invadendo gli spazi vuoti e riflettenti (come fossero sospesi nel nulla) della Torre, quasi terminata, progettata da Rem Koolhaas che sarà inaugurata tra poco più di un mese in occasione del Salone del Mobile andando a completare il complesso della Fondazione Prada: la cultura, infatti, ritiene la moda frivola nonostante, in questo caso, sia la seconda a sostenere la prima con la sua potenza economica e la sua visibilità mediatica. Ma, del resto, le passerelle non possono essere lette come una performance che consentono un’osservazione privilegiata sulla società? Se non altro, nella loro rivendicazione di libertà, a vestirsi come si vuole, esemplificata, data l’ora insolita, dal tema della notte che, però, contribuisce a mettere in luce anche la vulnerabilità della donna. Così, la stilista immagina cappotti oversize in nylon fluorescente o stampato digitalmente che, con le loro imbottiture, diventano protettivi come i bustier nello stesso materiale, riproposto anche nelle ghette che coprono gli stivali di gomma. In modo dissonante, vanno a sovrapporsi ai tailleur in tweed dall’animo borghese, cifra stilistica della maison milanese, al tulle infiocchettato sulle spalle che vela di sensualità gli abiti in lana o a quelli sottoveste in strisce di paillette. Rinunciando a stupire, dall’ultima sfilata maschile, durante la quale viene presentata anche la pre-fall, di cui sono stati sviluppati i concetti e i risultati vengono ripresi, tra le altre cose, i loghi rivisitati (una tendenza in atto per quasi tutti i marchi) che splendono in lontananza nel panorama notturno del capoluogo lombardo e i badge di riconoscimento. Identità o identificazione? Funzione o funzionalità? I vestiti non si limitano più a essere una rappresentazione personale, ma diventano comunicazione d’idee. E se, al di là della declinazione commerciale per sedurre il mutevole consumatore, ognuno deve ricercare la collocazione più appropriata in un mondo in perenne cambiamento, da Gucci la sociologia entra nel guardaroba mentre da Prada l’abbigliamento assume una connotazione politica: la moda, esattamente come l’arte, deve porre incondizionatamente delle domande. Che dovrebbero essere sempre più importanti della necessità di dare delle risposte.

Foto/photos: Monica Feudi / Indigital.tv

 

One Response to Prada autunno-inverno 2018-2019 / Prada fall-winter 2018-2019

  1. Andrea says:

    Miuccia Prada è strategicamente tornata a fare collezioni vendibili. Interessante l’idea, qualche dubbio sul risultato nonostante la facilità commerciale.