La moda può accompagnarsi all’impegno civile? In un mondo come quello attuale, dominato dalla mancanza di certezze, la necessità di appartenenza sta diventando un tema fondamentale. Quale altro campo, allora, che propone un cambiamento o, almeno, un aggiornamento a ogni stagione, può essere più adatto a dimostrare empatia nei confronti dei processi di trasformazione che attraversano la società? Si spera sempre, talvolta sfiorando l’utopia, che l’obiettivo sia quello del miglioramento. Christopher Bailey ha deciso di chiamare “Time” la sua ultima collezione see now-buy now per Burberry, un titolo che dovrebbe riassumere i suoi 17 anni alla guida della maison britannica. È inevitabile allora che il tempo, quando si chiude un’era, unisca passato, presente e futuro. Il passato celebrato nel heritage, ben rappresentato dal classico check, onnipresente su trench, felpe, camicie, scarpe, sciarpe e cappelli, inconfondibile rappresentazione in un momento in cui il logo è certezza ed equilibrio, ma anche quello autobiografico, se si pensa che la sfilata è iniziata, non casualmente, con “Smalltown Boy” del gruppo Bronski Beat. Altrettanto poco scontata, ma probabilmente molto calcolata, la scelta di riproporre successi anni Ottanta invece che il glamour disinvolto che ha caratterizzato i primi anni del designer, dei quali non si possono che avere ricordi piacevoli. Il presente che rivendica un ruolo trainante nell’intercettazione di un gusto, sempre più democratico (Bailey, in questo senso, ha anticipato Michele e Gvasalia, oggi così osannati), in grado di avere sufficiente carattere da attrarre il consumatore. Il futuro, infine, con il suo tentativo di riuscire ad anticipare la percezione e tradurla in nuovi significati che possano risultare autentici e non solo un bombardamento commerciale. Tutti pensano a inseguire i millennials, ma cosa si può fare realmente per sostenere i giovani o, se non altro, cercare di capirli? L’arcobaleno della comunità LGBTQ+, quindi, si unisce, con esuberanza simbolica, al motivo icona di Burberry e ribadisce il suo impegno a promuovere la diversità effettuando donazioni a favore di tre organizzazioni benefiche (Albert Kennedy Trust, Trevor Project e ILGA). Un messaggio certamente positivo se la moda, oltre ad aprire i portafogli, riuscisse ad aprire anche le menti. Anche questa è evoluzione, la più importante.

Foto/photos: Yannis Vlamos / Indigital.tv

 

Comments are closed.