“Le cose migliori della vita sono gratis. Le seconde migliori sono davvero costose”, diceva provocatoriamente Coco Chanel. Un po’ come stare seduti in un giardino (ideale) e veder scorrere davanti agli occhi le proposte haute couture per la primavera-estate 2018? Probabilmente, la stilista non pensava a questo! Sempre ammettendo, tra l’altro, di avere un’occasione diversa da quella della sfilata per ammirarle in un qualunque giorno soleggiato di primavera mentre, per esempio, si sta leggendo distrattamente un libro, circondati da gazebo e fontane che somiglino approssimativamente alla ricostruzione (meno grandiosa del solito!) presente all’interno della consueta cornice del Grand Palais. Tornano i fiori, già visti per la primavera-estate 2015, che, arrivano a contaminare il tweed dei classici tailleur, diventati ampi e rotondi come corolle, da indossare con gli stivaletti coordinati con il tacco in plexiglass (quando non sono in pelle o in vernice nera), a dipingere le gonne con pennellate di colore o ad arricchire, insieme alle piume, gli abiti da sera con preziosi ricami di cristalli, sotto veli di tulle, abbinati ai guanti che si mimetizzano nelle tasche a scomparsa. Grazie al principio di sottrazione caro a Mademoiselle, però, diventano lineari e sofisticati. Non mancano i cappelli, accessorio iconico della maison di rue Cambon, semplificati in un fiore e una veletta che riporta a tempi in cui, a differenza di quelli attuali, la seduzione non era altro che un malizioso gioco d’astuzia. E se Karl Lagerfeld (con la barba!) afferma di non essere un uomo di marketing, non sarà sfuggita a nessuno la versatilità di una collezione che, con la sua straordinaria varietà di volumi e proporzioni, riuscirà, a differenza di molte altre, a raggiungere il numero più alto possibile di donne che possano permettersela. In un mercato che sta inesorabilmente cambiando, sempre più ricco di numeri e povero di sogni, l’obiettivo di creare un codice di riconoscimento diventa sempre più importante: se la moda ha bisogno di riappropriarsi della propria dimensione evocativa, in questo caso, non sarà così difficile, conoscendo sufficientemente bene la capitale francese, credere di trovarsi, per magia, in uno dei suoi giardini. Del resto, cosa c’è di più parigino di Chanel?

Foto/photos: Yannis Vlamos / Indigital.tv

 

One Response to Chanel haute couture primavera-estate 2018 / Chanel haute couture spring-summer 2018

  1. Matteo says:

    Ripetitiva. A parte Armani finora non ci sono collezioni couture degne di nota a Parigi.