Funzionalità o eccentricità? Forma o modo? Se è vero che le rivoluzioni, quelle che dovrebbero portare cambiamenti che durano nel tempo, soprattutto se fanno riferimento al menswear, si fanno sempre a piccoli passi, Miuccia Prada, per l’autunno-inverno 2018-2019, comincia con il cambio della location scegliendo, al posto della sede in via Fogazzaro, il Prada Warehouse. Gli spazi di via Ortles, vicini alla Fondazione Prada, sono stati trasformati, con un allestimento esclusivo curato da AMO, in un magazzino immaginario, la sede più appropriata, tra scatoloni e casse da imballaggio, per tornare a rileggere con attenzione quasi industriale il famoso nylon nero. Stando agli studi in corso, tra l’altro, mancherebbe davvero poco perché diventi presto totalmente riciclabile e sostenibile. In passerella, anorak corti e al ginocchio, cappotti over da indossare sotto le giacche dalle forme squadrate, bermuda e pantaloni larghi anche sovrapposti, cappelli antipioggia, camicie e cravatte rigorosamente minimal. L’unica concessione all’eccesso è rappresentata da stampe tropicali viste in un passato troppo prossimo per essere dimenticato, loghi rivisitati (una tendenza in atto per quasi tutti i marchi) accompagnati da badge identificativi che, quando non fanno riferimento all’inesorabile schedatura di tutte le persone nel mondo attuale, sottolineano la necessità di riconoscimento in una contemporaneità nella quale, ormai, l’identità personale tende sempre più a sgretolarsi. E se la collezione, questa volta, risulta meno concettuale (l’esercizio di analisi critica dell’abito borghese per l’autunno-inverno 2015-2016 a partire dall’archivio fu decisamente più riuscito di questa escursione nel ricordo) e più vendibile, la stilista si affretta a riequilibrare la (mancata) novità con il progetto Prada invites collaborando, per la prima volta, con quattro celebri menti creative (Roman & Erwan Bouroullec, Konstantin Grcic, Herzog & de Meuron e Rem Koolhaas) che hanno lavorato sull’anima utility del tessuto-icona della griffe milanese e, precisamente, su quattro proposte, due accessori e due abiti (rispettivamente, la cartella, il cappotto-grembiule, cappotto e camicia con parole firmate e lo zaino portato davanti). Dove andrà la moda adesso? Chissà! Indubbiamente, l’imperativo che si fa sempre più pressante è la rivendicazione della libertà.

Foto/photos: Monica Feudi / Indigital.tv

 

2 Responses to Prada autunno-inverno 2018-2019 / Prada fall-winter 2018-2019

  1. fendissima says:

    Nostalgicamente industriale.

  2. Annalisa says:

    Ogni tanto Miuccia Prada ritorna alle origini. Questa volta in modo neanche tanto originale.