Si dice che un marchio non possa essere forte senza identità e artigianalità. Ma sono sufficienti? In una fashion week milanese che si è trascinata senza troppe sorprese è emerso prepotentemente un dato: la creatività, per chi ce l’ha, contribuisce a migliorare anche la fredda realtà numerica dei fatturati. Mai come questa volta, dopo stagioni dedicate a collezioni vendibili, si è tornati a puntare alla parte fashion del mercato cercando di far sognare nuovamente i consumatori. È il caso di Marni dove Francesco Risso, alla seconda prova nel womenswear, ha deciso di indagare il lato perverso della bellezza, come quella dei fiori del giardino che accolgono gli ospiti prima della sfilata. Se Consuelo Castiglioni, la fondatrice del brand, era conosciuta per la sua estetica mai scontata e sempre concettuale, lo stilista si riappropria, con maggiore consapevolezza, di questa visione per disegnare una donna che s’immerge nel ricordo mescolando, allo stesso modo, tagli, colori, fantasie ed emozioni, scomposte e ricomposte attraverso un gioco di volumi, purtroppo, dimenticato nella stagione precedente: ci sono cappotti enormi di tessuti tappezzeria assemblati, attraverso cuciture che sembrano di fortuna, in modo apparentemente casuale da apparire dissonanti, top ricavati da vecchi costumi da bagno mixati con gonne morbide tagliate a vivo o pantaloni rave, sottovesti che vengono promosse ad abiti arricchiti da cristalli. Il contrasto emerge anche negli accessori, dalla nuova Claus bag in pelliccia che sembra un cuscino, ai boots aggressivi fino ad arrivare ai gioielli che, a prima vista, apparirebbero come una composizione improvvisata di pezzi. Un’estetica infantile, già vista nella collezione maschile, che, se fa parte dell’esperienza di Risso da Prada, sta assumendo sempre maggiore consistenza fondendosi con il marchio che fa capo a Only the Brave. Il passato, per avere rilevanza, deve essere rielaborato e non c’è niente come il ricordo per far riemergere, quasi oniricamente, ciò che sembrava perduto. Un percorso ancora in corso, ma, sicuramente, da non dimenticare.

Foto/photos: Kim Weston Arnold / Indigital.tv

 

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