Due erano gli esordi attesi a Milano Moda Donna: quello non particolarmente entusiasmante di Paul Surridge per Roberto Cavalli e quello di Lucie e Luke Meier per Jil Sander. Ma qual è la formula vincente per rivitalizzare un brand che non gode di ottima salute, neanche dopo il terzo ritorno della fondatrice che ha preceduto l’arrivo di Rodolfo Paglialunga? Nel secondo caso, la coppia, nel lavoro e nella vita, lui co-fondatore di Oamc, lei con un passato da Christian Dior, hanno optato per una sfilata co-ed nella quale spiccava solamente una parola al di sopra di tutto: coerenza. Tra maschile e femminile, uniti dalla stessa visione, nonostante nel primo mondo risulti più convincente, ma anche tra passato e futuro, legame già mostrato nell’anticipazione della resort 2018. Punto di partenza è stata la camicia bianca, capo emblematico della griffe satellite di Onward luxury group: la sua geometria allungata, rispecchiata dall’architettura monolitica dello spazio semi-aperto ancora da inaugurare del Citylife shopping district che sostituisce per la prima volta quello del headquarter usato precedentemente, viene interrotta dalle plissettature sul davanti, dalle bombature sulle spalle o dai dettagli grafici ton sur ton che corrono ad arco sul retro. I colori sono altrettanto basici, bianco, nero, blu e cammello a cui fanno eccezione quelli usati nella maglieria lavorata a maglia larga o nel macramé dagli intrecci che diventano lunghe frange che sfiorano il terreno, chiaro richiamo alle decostruzioni usate da Raf Simons quando era al timone creativo, abbinati a completi giacca monopetto a tre bottoni e pantaloni lineari, cari alla stilista teutonica, nota per il suo minimal tutt’altro che concettuale. Rigorosi anche gli accessori, tra borse dalle linee nette e dal contrasto lucido e opaco, scarpe basse fermate sulla caviglia e piccoli gioielli. Ebbene? Se non è facile imboccare la strada del rinnovamento, sicuramente, non è sufficiente una rilettura quasi letterale dei codici che, ormai, hanno inesorabilmente perso la loro forza originaria.

Foto/photos: Kim Weston Arnold / Indigital.tv

 

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