Cosa unisce la moda e il fumetto? Creano entrambi un mondo con un semplice tratto di matita, illustrano, più o meno fedelmente, il presente e consentono che emerga l’individualità del creatore stimolando quella del fruitore. Se i vestiti, con buona pace di tutti, si svestono sempre più della loro funzione aumentano proporzionalmente il loro valore narrativo. Miuccia Prada, però, non si accontenta di una semplice storia fatta, presumibilmente, da un intermediario: pretende che siano le proposte a raccontare se stesse, direttamente e senza filtri. Un ritratto o un manifesto della femminilità contemporanea. Così, coinvolge otto fumettiste di varie generazioni per creare le stampe utilizzate per tappezzare lo spazio di via Fogazzaro, disegnato da AMO, ma anche i cappotti dal taglio maschile, gli chemisier con il colletto botton-down a contrasto che diventano abiti, spesso, sovrapposti a pantaloni dalla linea rigorosa. Non solo: si diverte, prima, sporcandoli con la tecnica della tintura in capo, nonostante l’effetto richiami un trompe-l’œil di margiela-esca memoria, poi, decorandoli, talvolta troppo, di borchie che segnano le spalle, le maniche o la vita, o che pongono l’accento sulle cinture, usate, spesso, in coppia, sulle cinghie delle borse, in pelle o in nylon, e sulle calzature, senza mezze misure. Le calze, con il triangolo stilizzato, rappresentano uno dei pochi elementi di continuità con la resort, in passerella i mesi scorsi a Milano. Broccati e motivi animalier, d’altra parte, diventano parte del capo o lo arricchiscono, per diventare una corazza, con fasce o bustier. Come in un qualunque ragionamento che dev’essere semplice inizialmente per articolarsi successivamente (la complessità non deve spaventare!), la collezione, progredendo, acquisisce spessore e sembra suggerire, più o meno velatamente, il fatto che la donna attuale, stando ai fatti di cronaca, deve combattere per difendersi dalla violenza imperante. Anche quella ideologica, sovraccaricata di responsabilità. Perché, prima di tutto, bisogna avere il coraggio delle idee: per esempio, quella che la moda non dev’essere un fine, ma un mezzo.

Foto/photos: Monica Feudi / Indigital.tv

 

One Response to Prada primavera-estate 2018 / Prada spring-summer 2018

  1. Annalisa says:

    Troppe idee in una sfilata che non sa essere efficace. Nel tentativo di aumentare le vendite e di rispettare il proprio DNA i capi risultano incoerenti tra loro. Si salva la prima parte.