Futuro o futurismo? Non è una novità il legame di Fendi con l’arte se si considera che in sei anni ha speso oltre 10 milioni di euro per la salvaguardia e la promozione del patrimonio artistico italiano e ne investirà altri 1,2 milioni per realizzare, secondo un accordo siglato recentemente con la Galleria Borghese di Roma, il Caravaggio Research, un centro di studio che, attraverso una piattaforma digitale, raccoglierà tutto il materiale sul pittore. Questa volta, però, entra nello showroom della maison romana che fa capo al gruppo francese del lusso LVMH per ricoprire tutta la passerella con un quadro di Giacomo Balla, già anticipato sull’invito. E se il movimento, nato all’inizio del Novecento, s’inseriva in un periodo di cambiamento politico, trasformazione sociale, ricerca tecnologica e sperimentazione di nuove possibilità di comunicazione, cosa c’è di più appropriato? Come denominatori comuni, l’esaltazione della tecnica e della velocità. Tutto ciò si ritrova in una collezione fatta di linee e movimento creati da squarci sulle giacche, anche di pelliccia, come sugli abiti che allargano le spalle e stringono la vita, da stringhe colorate a contrasto che modellano i volumi consentendo la personalizzazione, caratteristica sempre più richiesta, da trafori sulla pelle che decorano i materiali preziosi creando dinamismo o da giochi grafici sui tessuti foulard che inseguono l’occhio dell’osservatore. Torna prepotentemente il logo, come si è visto anche da Gucci, riproposto in tutte le varianti possibili, intarsiato sui bomber di visone, stampato sulle gonne in organza trasparente o sulle calze. Non può mancare, ovviamente, anche in metallo sulle borse che si arricchiscono della nuova Mon Trésor o reinventano la Runaway. Niente risulta particolarmente innovativo se non si dimentica che il classico, in mano a Karl Lagerfeld e Silvia Venturini Fendi, diventa, già di per sé, elemento di rottura: sarà, dunque, sufficiente un rinnovamento formale (non solo nei colori dei capelli delle modelle) a generare nuovo contenuto?

Foto/photos: Kim Weston Arnold / Indigital.tv

 

One Response to Fendi primavera-estate 2018 / Fendi spring-summer 2018

  1. Annalisa says:

    Bellissimi gli accessori. Gli abiti fanno da complemento.