Quanto la moda dice di noi? Gli abiti che ogni mattina si vanno a scegliere nell’armadio rappresentano sempre chi li indossa? Dovrebbero! Soprattutto, se non ci si lascia troppo condizionare da quello che si vede in passerella, ma si sa cosa possa andar bene per se stessi. L’arma vincente di quelle griffe che non optano astutamente su ciò che c’è in circolazione e preferiscono intraprendere un cammino, talvolta, esattamente contrario. Se Demna Gvasalia, come tanti altri stilisti, ha proposto per Balenciaga il look “Out of office”, considerando la tendenza imperante verso lo sportswear, Dries Van Noten, controcorrente (e non è la prima volta!), per la primavera-estate 2018 pensa ancora all’uomo in ufficio. Rimane, però, un punto di partenza: non solamente perché la normalità è molto più poliedrica di quanto si possa immaginare, ma anche perché preferisce allargarsi verso una riflessione più generale. All’interno dell’ex redazione del quotidiano di sinistra Libération, nome già evocativo, il creativo belga svela una stagione senza regole costruita sartorialmente su una palette che oscilla tra colori terrosi e polverosi. Voglia di libertà, concetto non più così scontato, su blouson, giacche e short come se fossero stati tagliati con le forbici, accomunati da silhouette over, motivi hawaiani, tessuti tappezzeria e bordature pigiama. Il consueto repertorio, d’altra parte, risulta più misurato per effetto delle sfumature cromatiche che conferiscono volutamente un aspetto meno poetico e più quotidiano. La realtà, ormai, è piena d’insidie dalle quali difendersi: largo, allora, a riferimenti militari su trench, camicie e pantaloni con le tasche stretti da cinture coordinate. E l’esercito marcia, tra l’altro, su “Ascenseur pour l’échafaud” di Miles Davis, colonna sonora dell’omonimo film del regista francese Louis Malle. Quando una sfilata sembra dire molto di più di quello che appare.

Foto/photos: Yannis Vlamos / Indigital.tv

 

2 Responses to Dries Van Noten primavera-estate 2018 / Dries Van Noten spring-summer 2018

  1. Matteo says:

    Non è certamente una delle sue sfilate migliori.

  2. Salvatore says:

    Una collezione stanca e poco creativa.