Classico o classicismo? Se, considerati separatamente, potrebbero alludere a emisferi differenti, uno che rappresenta il punto di fuga della moda contemporanea, almeno stando alle sfilate del momento, l’altro un esempio di evoluzione per tornare, ce ne sarebbe davvero bisogno, a riscoprire l’origine della bellezza e, con essa, della cultura. Aggiungendo, però, il prefisso “neo” tutto si avvicina drasticamente. Il nuovo passerebbe attraverso il neoclassico o svilupperebbe il neoclassicismo. Si prenda il caso di Gucci, per esempio, che avrebbe voluto (invano!) l’Acropoli di Atene. Sarà una nuova tendenza? Se lo sarà domandato anche Karl Lagerfeld che ha battezzato la Cruise 2017/18 “La modernité de l’antiquité”. E se, con un gioco di parole, s’immaginasse “L’antiquité de la modernité”? Non è detto che sarebbe poi così male! Ma quale legame aveva mademoiselle Coco con l’antica Grecia, lei che amava così notoriamente Costantinopoli? Non si dimentichi che nel 1922 creò i costumi per “Antigone”, la pièce teatrale di Jean Cocteau, che ora si rinnovano, fin troppo letteralmente, tra le rovine dell’Ellade ricostruita all’interno del Grand Palais. Dopo aver riportato al Ritz di Parigi la collezione Métiers d’Art, questa volta, a rientrare in città è la Croisière, l’ultima delle quali aveva sfilato a Cuba, e con essa i consueti riferimenti al repertorio Chanel: in passerella, silhouette fluide che si drappeggiano sul corpo accendendosi di bagliori gold, tra abiti sfrangiati stretti in vita da cordoni in tinta, guanti da gladiatore, monete al posto dei bottoni, fasce per capelli che s’intrecciano per somigliare a corone e pantaloni plissé come fusti delle colonne, richiamate anche sulle nuove Gabrielle Bag o sui tacchi dal capitello ionico dei sandali che salgono sinuosamente fino al ginocchio. Unica concessione al contrasto in una palette cromatica tipica dei miti rappresentati nella decorazione figurata delle ceramiche greche. Classico o classicismo, dunque? Nel dubbio, la maison di rue Cambon preferisce non farsi mancare niente: saranno queste le coordinate che disegneranno la curva del futuro di una moda che si esprime per concetti macroscopici e si rivolge a un consumatore sempre più incline alla rassicurazione che alla trasformazione.

Foto/photos: Yannis Vlamos / Indigital.tv

 

3 Responses to Chanel resort 2018

  1. Andrea says:

    Ormai cambia solo il tema.

  2. fendissima says:

    Ellenisticamente classica.

  3. Annalisa says:

    Letterale ma affascinante.