Quanta politica c’è nella moda? E quanta moda c’è nella politica? Se alla seconda domanda è più difficile trovare una risposta sensata, non c’è niente di più facile che rispondere alla prima: tanta! Ancora di più guardando le passerelle dedicate all’autunno-inverno 2017-2018 dove gli stilisti, ognuno a suo modo, si sono interrogati sul ruolo della donna nella società contemporanea. Cercando una logica nei pensieri, che si susseguono mia nella mente talvolta senza un perché, ho trovato una singolare connessione tra due mostre che si succederanno presso Les Arts Décoratifs di Parigi, una intitolata “Travaux des Dames ?”, la cui inaugurazione è prevista il prossimo 8 marzo, che si occuperà della donna nelle arti applicate e l’altra sul 70esimo anniversario di Christian Dior, a partire dal 6 luglio. Tutto questo si ritrova anche nella collezione disegnata da Maria Grazia Chiuri, alla seconda prova nel prêt-à-porter, che, non a caso, è la prima donna al timone creativo della maison di avenue Montaigne. “Feminist: a person who believes in the social, political and economic equality of the sexes”. Il punto di partenza, concettuale ed estetico, sembra quello lasciato aperto al termine della primavera-estate 2017, di una donna che diventa sempre più attivamente partecipe di quello che la circonda. È disposta anche a mettersi in uniforme o, semplicemente, a uniformarsi, in mezzo a un indistinto blu grigiato, caro al fondatore, che ricorda come “tra tutti i colori, il blu navy è il solo che può competere con il nero, ne ha tutte le qualità”, ma che, nell’immaginario, è considerato un colore maschile. Tra giacche Bar che diventano divise da lavoro o Chevrier in taffetas di seta plasmato come se fosse un tessuto tecnico, ritornano i motivi J’adior negli accessori o dello zodiaco in oro e argento, gli unici colori che riescono a farsi largo dal monocromatismo dominante, negli abiti da sera. Rimane una domanda: perché una griffe sopravvive nel tempo? Perché suoi i codici continuano a mantenere la stessa forza o perché un direttore creativo riesce a tradurli a seconda del momento? Piacciano o no queste proposte, il segreto potrebbe essere, ormai, solo quello.

Foto/photos: Yannis Vlamos / Indigital.tv

 

2 Responses to Christian Dior autunno-inverno 2017-2018 / Christian Dior fall-winter 2017-2018

  1. Annalisa says:

    Vendibile, nulla più. Il dna di Dior è appena percepibile.

  2. Salvatore says:

    Una collezione furbescamente pensata per essere venduta e risollevare i fatturati.