Qual è la più grande ambizione della moda? L’immortalità? Sembra un concetto lontano anni luce dalle passerelle contemporanee dove un prodotto, quando va bene, rimane nel cuore dei consumatori per meno di sei mesi. Si può sempre sperare, però, di allungare nei loro cuori l’affetto che provano per il marchio rendendolo senza tempo. Come la collezione autunno-inverno 2017-2018 di Rochas disegnata da Alessandro Dell’Acqua. Guardandola, mi tornava alla mente il volume del 2015 “Marcel Rochas Audace et élégance” che racchiude tutta la bellezza degli abiti della maison couture francese fondata nel 1925. Ora, con un approccio neo-classico, quello che riscopre la tradizione senza ombre nostalgiche, ma, anzi, rivitalizzandola con energia nuova, lo stilista italiano traccia una figura aristocraticamente elegante, fatta di linee pulite, colori pieni e ricercatezza d’altri tempi, tra camicie candide e impalpabili ravvivate da fiocchi moltiplicati a contrasto e abbinate a gonne al ginocchio di frange di paillette, abiti di seta pastello portati sotto a una pelliccia in montone rovesciato o a un cappotto sartoriale in lana, ma anche accostati al corpo di cady percorsi da ricami di jais neri. Nessuna concessione a eccezione di una fantasia zebrata sul mohair e una broche di cristalli che richiama la lettera R, onnipresente su colli, maglie, micro borse, scarpe alte con tacco rientrante e laccio alla caviglia, che sembra uno stemma araldico, talvolta, ancora più discreto quando è tono su tono. A differenza di Lanvin, la storia della griffe torna in tutta la sua semplicità raffinata, quasi ridotta ai minimi termini, basata sull’uso di tecniche che sfiorano la couture, ma che, al momento stesso, devono rimanere nascoste per donare naturalezza. Per una donna che ha capito che non è importante sedurre, ma essere ricordata. Solo così potrà regalare a se stessa un po’ d’immortalità.

Foto/photos: Yannis Vlamos / Indigital.tv

 

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